giovedì 9 ottobre 2008

La Ruota

Quando le nebbie dei tempi si diradano, lo sguardo può andare lontano ,fino al tempo delle proprie radici.
Porto con me un nome che rimanda al gioco e allo svago, in realtà il tempo dei giochi era finito per questi due giovani di cui ignoro il nome, che nell' impossibilità di unirsi in matrimonio, decidono di lasciare il frutto del loro incontro presso ' LA RUOTA '.
La ruota era un meccanismo rotondo e girevole, diviso in due parti, una delle quali affacciandosi all' esterno dell' edificio permetteva di raccogliere quanti erano abbandonati destinandoli a una sorte migliore di quanto spesso avviene oggi.
In quel tempo nel borgo si raccontavò che il piccolo era stato lasciato da una DAMA che qualcuno aveva visto scendere da una carrozza e si pensò che questo era il nome migliore che si poteva assegnare. Nel tempo il piccolo crebbe e venne adottato, ma diversi anni dopo, un bel giorno si presentarono i veri genitori che in qualche modo erano riusciti a risalire all' indirizzo e reclamavano il figlio.
Tuttavia i genitori adottivi non si mostrarono per nulla disposti a lasciarlo andare ,e anche in successive visite incoraggiarono il ragazzo a nascondersi altrimenti lo avrebbero portato via.
Fu così che il giovane rimase per sempre con chi l'aveva adottato e non seppe mai chi fossero i suoi genitori. Forse tutto questo è un bel racconto, una favola d' altri tempi, ma così è stata raccontata la storia di mio nonno ed è così che mi piace ricordarla.

venerdì 3 ottobre 2008

Dal Dentista

Quel giorno ad aspettare il dentista eravamo in diversi, almeno una trentina, ma ' fortunatamente ', dovendo fare un estrazione ero la prima della lista.
Nel vedere tutti quei pazienti, la dottoressa ebbe un moto di stizza che non prometteva nulla di buono. Fui invitata ad entrare, si passò all' anestesia e poco dopo si tentò di fare l' estrazione ma un dolore intenso mi costrinse a fermare le operazioni.
Si decise di iniettare ancora un pò di anestesia, ma per qualche ragione non faceva l'effetto sperato e di conseguenza anche un secondo tentativo andò a vuoto.
Intanto il tempo passava e aumentava il nervosismo, dissi che sarei andata a casa per poi tornare un altra volta, ma fu tutto inutile.
Alla fine spazientita, la dottoressa mi fece bloccare dall' infermiera che mi tenne stretta per le spalle, mentre lei con la gamba ha fatto pressione sul mio petto in modo da impedire ogni movimento e con decisione strappò il dente incurante del mio dolore. Il grido che uscì dalla gola fu un urlo disumano che dovette sentirsi a una certa distanza. Con le lacrime agli occhi mi avviai verso l' uscita con la ferma intenzione di non tornare più in quell' ambulatorio.

"Avanti il prossimo" si sentì gridare dall' interno, ma nella sala d'attesa, non c' era più nessuno. Erano tutti spariti.
Guadagnai velocemente l' uscita ancora dolorante ed ero in strada quando ancora si poteva sentire il medico imprecare e bestemmiare contro di me che in pochi minuti avevo messo in fuga tutti i pazienti.

Per fortuna il paziente non ero io... ma mia moglie.

mercoledì 1 ottobre 2008

Perdere il Rosso

E' una storia realmente accaduta e la protagonista si chiama Jacquelin Gorman.
E' ferma con la sua auto al semaforo, all' improvviso non vede più il rosso e allora preme sull' acceleratore per partire, ma tutto intorno esplode una salva di clacson.
Frena un attimo prima di essere centrata da un auto proveniente da destra." E' rosso, cretina!" grida qualcuno da una decappotabile.
Più tardi dal medico comprende di avere qualche problema con i colori, in realtà ha perso il rosso. "Non ho mai pensato che fosse possibile perdere un colore solo" dice Jacquelin, "non sospettavo che si potesse perdere un intero settore dello spettro cromatico".
In realtà l' ingrossamento del nervo ottico ha determinato questa situazione.
Ripensando a questa esperienza , presentata qui in forma alquanto concisa, bisogna ammettere che la vita può essere piena di situazioni impreviste alle quali non siamo preparati. Siamo abituati a prendere per scontato tutto quello che abbiamo, non facciamo più caso a ciò che ci circonda e che fa parte della nostra esistenza e allora ecco la necessità di guardare il tutto con occhi diversi.
Svegliandoci al mattino guardiamo con l' occhio dell'apprezzamento, con sguardi riconoscenti, diamo valore a tutto quello che dà un senso alla nostra vita. Questo ci permetterà di dare valore alle cose che realmente hanno valore e lasciare poco spazio a tutte quelle piccole cose che dannegiano il gusto per la vita.
Quindi attenzione a non perdere il rosso!!!