Porto con me un nome che rimanda al gioco e allo svago, in realtà il tempo dei giochi era finito per questi due giovani di cui ignoro il nome, che nell' impossibilità di unirsi in matrimonio, decidono di lasciare il frutto del loro incontro presso ' LA RUOTA '.
La ruota era un meccanismo rotondo e girevole, diviso in due parti, una delle quali affacciandosi all' esterno dell' edificio permetteva di raccogliere quanti erano abbandonati destinandoli a una sorte migliore di quanto spesso avviene oggi.
In quel tempo nel borgo si raccontavò che il piccolo era stato lasciato da una DAMA che qualcuno aveva visto scendere da una carrozza e si pensò che questo era il nome migliore che si poteva assegnare. Nel tempo il piccolo crebbe e venne adottato, ma diversi anni dopo, un bel giorno si presentarono i veri genitori che in qualche modo erano riusciti a risalire all' indirizzo e reclamavano il figlio.Tuttavia i genitori adottivi non si mostrarono per nulla disposti a lasciarlo andare ,e anche in successive visite incoraggiarono il ragazzo a nascondersi altrimenti lo avrebbero portato via.
Fu così che il giovane rimase per sempre con chi l'aveva adottato e non seppe mai chi fossero i suoi genitori. Forse tutto questo è un bel racconto, una favola d' altri tempi, ma così è stata raccontata la storia di mio nonno ed è così che mi piace ricordarla.
Quel giorno ad aspettare il dentista eravamo in diversi, almeno una trentina, ma ' fortunatamente ', dovendo fare un estrazione ero la prima della lista.

