giovedì 9 ottobre 2008

La Ruota

Quando le nebbie dei tempi si diradano, lo sguardo può andare lontano ,fino al tempo delle proprie radici.
Porto con me un nome che rimanda al gioco e allo svago, in realtà il tempo dei giochi era finito per questi due giovani di cui ignoro il nome, che nell' impossibilità di unirsi in matrimonio, decidono di lasciare il frutto del loro incontro presso ' LA RUOTA '.
La ruota era un meccanismo rotondo e girevole, diviso in due parti, una delle quali affacciandosi all' esterno dell' edificio permetteva di raccogliere quanti erano abbandonati destinandoli a una sorte migliore di quanto spesso avviene oggi.
In quel tempo nel borgo si raccontavò che il piccolo era stato lasciato da una DAMA che qualcuno aveva visto scendere da una carrozza e si pensò che questo era il nome migliore che si poteva assegnare. Nel tempo il piccolo crebbe e venne adottato, ma diversi anni dopo, un bel giorno si presentarono i veri genitori che in qualche modo erano riusciti a risalire all' indirizzo e reclamavano il figlio.
Tuttavia i genitori adottivi non si mostrarono per nulla disposti a lasciarlo andare ,e anche in successive visite incoraggiarono il ragazzo a nascondersi altrimenti lo avrebbero portato via.
Fu così che il giovane rimase per sempre con chi l'aveva adottato e non seppe mai chi fossero i suoi genitori. Forse tutto questo è un bel racconto, una favola d' altri tempi, ma così è stata raccontata la storia di mio nonno ed è così che mi piace ricordarla.

1 commento:

Bahamamama ha detto...

Certo questa è una storia con un velo di tristezza, sembra un racconto dell'800, ma è accaduto nel nostro secolo, questo ci fà riflettere su quanto velocemente il mondo cambia.
Certo se fosse andato con i suoi veri genitori tu non saresti mai nato, noi non ci saremmo incontrati,e la tua collaboratrice e ispiratrice men che meno...
tutto sommato meglio cosi!