sabato 20 novembre 2010

Alcune domande a Giovanni Allevi

L' anno scorso in questo periodo, mi trovavo a Nassau nelle Bahamas dove avrei trascorso tre mesi
accarezzato da un clima gradevole e da un ambiente invitante. Essendo a corto di letture mia figlia
mi ha invitato a leggere due libri scritti dal musicista Allevi, i cui titoli " La musica in testa e In viaggio con la strega già attiravano la mia attenzione ,pur non conoscendo il loro autore. Sara me ne
parlava in modo entusiasta ed effettivamente ho dovuto convenire con le sue indicazioni e infatti ho letto d'un fiato entrambi i libri evidenziando diversi racconti che si sono rivelati interessanti e piacevoli, come quell' occasione in cui trovandosi in America, il musicista si è trovato in un occasio
ne in mezzo a diverse massaie che lo hanno eletto, in quanto italiano, giudice per la loro gara di polpette. Da allora in poi ogni qualvolta trovo nei giornali un articolo che lo riguarda, lo leggo con
l'attenzione che merita, e così pensando di far cosa gradita a mia figlia colgo l'occasione di farle
conoscere i gusti letterari dell'artista.
Cosa stai leggendo in questo momento? " Sto divorando Kafka sulla spiaggia del giapponese Murakami Haruki. Piano piano sto leggendo tutti i suoi romanzi".
Qual'è il genere di letture che preferisci? " Il romanzo di introspezione. Sono affascinato dalla follia umana, da come una persona potrebbe trasformarsi in qualcosa di inimmaginabile, magari in un essere ripugnante. Per questo non sopporto coloro che puntano il dito contro altri credendo
di essere al riparo dal proprio lato oscuro" Che posto occupa la lettura nella tua vita? " E' fondamentale per mantenere il contatto col mistero dell'esistenza. Leggere alimenta il fuoco della
immaginazione". E se dovessi consigliare un libro? " Il manuale del guerriero della luce di Paulo
Coelho. Ma solo a chi ogni giorno sfida i propri limiti. Come me".
Certo anche se non ho competenze in materia c'è da dire che il fascino della musica per pianoforte non conosce confini, anche se in questo caso a fronte di molti sostenitori c' è anche
chi non sopporta le composizioni del musicista e lo considera più un furbacchione che un mago
del pentagramma. L'ho visto casualmente alcuni mesi fa in televisione, mentre spiegava
come personalizzava motivetti sulla base di un nome assegnando una nota a ogni lettera e così in base al nome era in grado di fare sentire sempre qualcosa di diverso. Mi ha colpito.
Parlando di pianoforti non posso non pensare a mia moglie che pur essendo digiuna di musica, ha
sempre desiderato possedere un piano e così alcuni anni fa ho avuto l'opportunità d'acquistarne uno usato, ma in buone condizioni in quanto il suo ex proprietario aveva fatto rifare tutti i martel
letti e pure l'accordatore ha riferito che il piano ha un suono antico e piacevole.
Anche se non mi aspetto che mia moglie diventi come Allevi, spero proprio che possa imparare
quanto serve per passare dei momenti piacevoli al suono di questo strumento straordinario.

giovedì 21 ottobre 2010

MARECHIARO

Salvatore Di Giacomo, autore di celeberrime canzoni napoletane come Era De Maggio, ricordava d' aver composto i versi di Marechiare senza in realtà essere mai stato a Marechiaro, il borgo sul litorale nel quartiere
di Posillipo nel quale il brano è ambientato. Ci andò solo diversi anni dopo, quando ormai la canzone era diventata popolare e in tale occasione scoprì che un oste aveva ricostruito nella sua locanda, in ogni dettaglio, i luoghi evocati dai versi del brano. Anche la cameriera si chiamava Carolina, proprio come la donna alla quale Marechiaro era dedicata. L' oste faceva credere ai clienti che Di Giacomo avesse composto  il testo dopo
aver mangiato nella locanda, ispirato dalle atmosfere del luogo, e ignaro, della sua identità, narrò la storiella, allo stesso poeta, che ne fu assai divertito.

sabato 7 agosto 2010

Il Pescatore

Un pescatore torna a casa con la sua piroga e incontra uno straniero, un esperto che opera nel mondo degli affari. L' esperto gli chiede come mai è rientrato così presto. Il pescatore risponde che avrebbe potuto trattenersi più a lungo, ma che aveva pescato quanto bastava per provvedere alla famiglia. " Mi dica un pò, come impiega il suo tempo?", chiede l'esperto. Il pescatore risponde:" beh, vado un pò a pesca . Gioco con i miei figli. Ci facciamo tutti un riposino pomeridiano quando fa caldo. La sera ceniamo insieme. Più tardi mi godo un pò di musica con gli amici, ecc.".

L' esperto lo interrompe." Senta, ho una laurea e ho studiato queste cose. Vorrei aiutarla. Dovrebbe trascorrere più tempo a pescare. Guadagnerebbe di più e in poco tempo sarebbe in grado di acquistare una barca più grande di questa piroga. Con una barca più grande guadagnerebbe ancora di più e presto potrebbe avere una flottiglia di motopescherecci. E poi ?", domanda il pescatore. Poi,invece di vendere il pesce a un intermediario, potrebbe trattare direttamente con lo stabilimento che lo lavora o addirittura mettere su un industria di prodotti ittici. Potrebbe lasciare il villagio e trasferirsi in città, a Parigi o a New York, e dirigere l'azienda da lì. Potrebbe perfino valutare la possibilità di quotare le sue azioni in borsa e diventare miliardario. Quanto tempo richiederebbe tutto questo?, chiede il pescatore." Più o meno dai 15 ai 2o anni", risponde l' esperto. " E poi?", continua il pescatore. " E' a questo punto che la vita si fa interessante", spiega l'esperto. " Poi potrebbe andare in pensione. Potrebbe lasciarsi alle spalle il trambusto della città e ritirarsi in qualche villaggio sperduto". " E poi?", chiede il pescatore. " Poi
avrebbe il tempo di andare un pò a pesca, di giocare con i figli, di farsi un riposino pomeridiano quando fa caldo, di cenare con la famiglia e di godersi un po di musica con gli amici".

sabato 27 marzo 2010

Il Gatto Killer

I dodici pesciolini rossi erano sopravvissuti a diversi inverni rigidi e li additavamo con orgoglio a quanti venivano a trovarci. Anche quando la neve riempiva la vasca nel giardino e per diversi mesi c'era soltanto ghiaccio, essi continuavano a vivere indisturbati e tranquilli sotto la coltre bianca. Quando poi con la primavera si scioglieva la neve, eccoli lì pieni di vita e pronti a deliziarci con i loro scatti improvvisi.L' ultimo inverno notammo sulla neve delle impronte inquietanti. Chi era il notturno visitatore che veniva a ispezionare la casa dei pesci? Presto capimmo si trattava di un gatto. Forse seguendo il suo istinto, voleva soltanto giocare, ma il suo era un gioco mortale in cui c'era soltanto un vincitore.













Ogni notte infatti spariva qualche pesce che immancabilmente il giorno seguente trovavamo da qualche parte nel giardino, privo di vita. Uno di essi addirittura riuscì a sopravvivere fuori dall' acqua per diverse ore. Lo salvammo, ma la notte successiva subì il colpo di grazia. Con mia moglie organizzammo la difesa, dalle Bahamas avevamo portato un piccolo squalo in plastica, lo posizionammo nei pressi della piscina, con la speranza di ingannare il felino. Il mattino dopo ritrovammo lo squalo a diversi metri dalla vasca, portava ancora i segni di una dura battaglia notturna, ma in qualche modo aveva sviato l'attenzione del gatto e aveva salvato i pesci. Aveva bisogno tuttavia di sostegno e così gli affiancammo un ragno amazzonico che pur essendo di plastica metteva davvero paura. Il giorno successivo trovammo lo squalo a una certa distanza dalla vasca dei pesci, ma del ragno nessuna traccia. Dove l'avrà portato? Era certo che il gatto killer aveva colpito ancora una volta. E ancora adesso, benchè siano passati diversi mesi non ne sappiamo nulla. Altro raduno di famiglia e questa volta per sostituire la specie amazzonica, abbiamo posizionato altri due piccoli ragni, il cui scopo rimane sempre il medesimo, disorientare il gatto. Qual'è stato il risultato di tanta strategia? Al momento sono diverse notti che il predatore non si fa vedere, i cinque pesci rimasti hanno tirato un sospiro di sollievo in quanto amano la vita e vogliono vivere nel loro ambiente al riparo da qualsiasi pericolo. Il gatto killer lo permetterà?