sabato 29 novembre 2008

La Calunnia

Una volta una donna andò da un vecchio saggio, accusandosi di aver sparlato di alcune persone. Il vecchio le disse di andare a casa, di prendere una gallina e di tornare da lui, spiumando ben bene l'animale lungo la strada. Quando la donna fu di nuovo davanti a lui, il saggio le disse:" 
Adesso torna a casa e raccogli a una a una le piume che hai lasciato cadere venendo qui". Impossibile!", esclamò la donna. "Il vento le ha certamente disperse ai quattro venti nel frattempo".Vedi, come è impossibile raccogliere le piume che hai lasciato cadere, così è impossibile ritirare mormorazioni e calunnie una volta che sono uscite dalla bocca. Che lezione!
Pensando alla calunnia, ho in mente poi il primo atto del Barbiere di Siviglia, dove si dice che " La calunnia è un venticello\un'auretta assai gentile\ che insensibile sottile\leggermente, dolcementre\ incomincia a sussurar.\Piano piano, terra terra,\sotto voce,sibilando,\va scorrendo,va ronzando,\ nelle orecchie della gente\s'introduce destramente,\e le teste ed i cervelli\fa stordire e fa gonfiar. E' un pezzo che va ascoltato.
Tutto questo ci dovrebbe indurre alla saggezza quando parliamo di altri.
Dice infatti un proverbio arabo che ogni parola dovrebbe passare attraverso tre porte prima di essere pronunciata.E' vera? Chiede il guardiano della prima porta. E' necessaria? Domanda il guardiano della seconda. E' gentile? Indaga il guardiano della terza.
Evidentemente, la donna che quel giorno lavava i panni a fianco di mia madre, lungo il torrente era priva di guardiani, infatti nel veder passare una giovane del paese, ha cominciato in modo malevolo a sparlare di lei dicendo sul suo conto cattiverie che si poteva risparmiare.
Mia madre non le diede retta e continuò il suo lavoro Ma la donna era un fiume in piena..., quando all' improvviso dai cespugli venne fuori la giovane, che invece di passare oltre si era fermata e aveva ascoltato ogni cosa. Aveva in mano una verga con la quale cominciò a colpire la calunniatrice , mentre mia madre venne risparmiata. La ragazza ,spiegando il suo gesto , disse a mia madre che non era la prima volta che la donna sparlava di lei e che questa era la punizione che si meritava.
Certo c' è da dire che le osservazioni calunniose e taglienti causano ad altri un dolore insopportabile. Tenere a freno la lingua è un modo per dimostrare che siamo per la pace. E proprio di recente ,una famosa attrice del cinema, al ritorno dall' Africa ,dove ha girato il suo ultimo film, ha dichiarato:" Nel luogo dove ci trovavamo c' erano moltissime mosche, bisognava tenere la bocca chiusa x difendersi, .... ho imparato una grande lezione.!

sabato 22 novembre 2008

Il Lettore usi Discernimento.

Il lettore usi discernimento, è una frase dei vangeli, che Gesù pronunciò un giorno in uno dei suoi discorsi, ed è un incoraggiamento che ha un suo esatto significato. 
Si poteva infatti leggere e non capire, succedeva ieri, succede oggi.
Tutto questo calza a pennello quando si considera quanto accadde dieci anni fa alla signora Alessandra Sgarella, che rapita a Milano fu portata dai sequestratori in Calabria e tenuta prigioniera 266 giorni. Durante la prigionia le fu permesso di scrivere alla famiglia, ed è interessante quanto scrisse in una sua lettera datata 26 Maggio 1988. Segue il testo tratto da un quotidiano dell'epoca: "Alla fine del mese di Aprile mi è stato chiesto di intestare una Busta con l' indirizzO della persona che ci faceVa da tramite, ma non mi hanno detto cosA avrebbero scritto. Posso immaginare iL contenuto, sImile probabilmente a quello che non vi ho scritto a Marzo, ma non so se abbiate o no ricevuto quella lettera dal momeNtO che non rispondete."
Leggendo con attenzione si possono osservare nove caratteri in stampatello maiuscolo ,sparsi lungo lo scritto ,unendo i quali si ottengono le parole: "A BOVALINO".
In questo modo la signora Sgarella comunicava a suo marito la zona in cui era tenuta prigioniera.
Lo stratagemma sembrava così spudorato che gli investigatori -pur ampliando le ricerche in quell'area- non avevano escluso che fosse un depistaggio degli stessi sequestratori: che invece non se n'erano accorti.
Tutto questo fa riflettere, a volte abbiamo sotto gli occhi la svolta a un problema, ma la semplicità della soluzione non ci convince e allora...... ci complichiamo la vita.
E allora Il lettore usi discernimento. La vita infatti è come un libro che bisogna sfogliare e leggere per capire. In realtà lo sciocco lo sfoglia distrattamente, ma il saggio lo legge con molta attenzione ben sapendo che può leggerlo una sola volta.

sabato 15 novembre 2008

Il Trasloco

Un vecchio saggio fu avvicinato da due macchine in cui c'erano degli sconosciuti.
" Pensiamo di trasferirci qui", disse la famiglia della prima macchina. "Com' è la gente da queste parti? Il vecchio rispose :" Com' è la gente nel luogo da cui venite? La famiglia disse:"Veniamo da una cittadina molto amichevole,dove le persone sono generose e gentili e si interessano sinceramente degli estranei". Il vecchio sorrise. " Credo che questo posto vi piacerà, disse" Qui la gente è proprio così".
Il vecchio ripetè la stessa domanda ai passeggeri della seconda macchina. Essi risposero:" Veniamo da una cittadina squallida, dove le persone sono pigre, impiccioni e tremendamente pettegole" Il vecchio si accigliò. "Non credo che questo posto vi piacerebbe", disse. "Qui la gente è proprio così. Morale della favola? Le persone sono più o meno uguali dappertutto. E il fatto che la loro compagnia piaccia o meno dipende in gran parte dal nostro modo di pensare, dalle nostre sensazioni e da come trattiamo gli altri. Perciò è meglio essere sempre positivi. Fintanto che si sta con le persone a cui si vuole bene davvero, in qualsiasi luogo ci si può sentire a casa propria.Ovviamente un trasloco comporta sempre delle difficoltà, infatti si accumulano tante di quelle cose che si prende coscienza di questo solo quando c' è da traslocare. Ricordo che da ragazzo ho fatto otto traslochi nell' arco di quattro anni e non è piacevole dover sempre spostare le proprie cose. Ricordo l' occasione in cui non riuscendo a trovare posto sul treno che da Reggio Calabria mi avrebbe portato a Milano, mi dovetti sistemare nel corrididoio, seduto sopra un cartone al cui interno c' era tra l' altro un contenitore di plastica con dell' olio. E' stata una notte non facile. Tra l'altro, quando giunsi a Milano, mi accorsi che il cartone si era impregnato d'olio e di conseguenza il tassista al quale mi rivolsi, non volendo sporcare la macchina, si procurò dei giornali per proteggere la vettura. Quando giunsi finalmente a casa di mio fratello che mi avrebbe ospitato per un certo tempo, tirai un sospiro di sollievo, nella consapevolezza che in qualsiasi situazione è meglio avere un attegiamento positivo. In una precedente occasione, sempre sulla linea Reggio Calabria-Milano rassicurato da un impiegato delle ferrovie che il treno si sarebbe fermato 30 minuti circa alla stazione di Firenze, sono sceso per comprare un ricordino di quella città che pur amando non avevo mai visto,ma quando sono ritornato , dopo circa quindici minuti il treno era già partito e......... ora avevo un problema da risolvere.

sabato 8 novembre 2008

La Ciotola

In quella famiglia non era consentito al nonno di stare a tavola, perche' era molto vecchio e gli tremavano le mani.Così si sedeva tutto solo accanto al focolare, mangiando il cibo che gli mettevano dentro una ciotola di legno.Un giorno il papà vide il figlio più piccolo intento a scavare un tronco.Gli chiese cosa stesse facendo, e il bambino rispose: " Preparo la tua ciotola per quando sarai vecchio".Questa era
una delle tante storie che mia madre raccontava a noi bambini.
Il messaggio era chiaro:" Gli anziani vanno trattati con dignità e rispetto e questo era ciò che un giorno si sarebbe aspettato da noi".
Mia madre, che personalmente chiamavo Tigre, per il suo carattere forte e indipendente ha sempre preferito, anche da vedova stare da sola e non ha mai usato ciotole di legno.
Anche se sono passati otto anni da quando ci ha lasciati, spesso mi capita senza rendermene conto ,di avviarmi verso casa sua, per poi tornare alla realtà e rendermi conto che sono sulla strada sbagliata. Allora inverto il senso di marcia e ritorno a casa, ma il sentiero dei ricordi è più forte che mai.

sabato 1 novembre 2008

La Soffitta


Ed eccomi in soffitta, in mezzo ai ricordi di una vita. L' occhio scorre velocemente su una varietà di oggetti che hanno accompagnato i giorni passati.
Osservo un gioco, compagno felice della mia fanciullezza, poi un libro con il quale ho vissuto le avventure da ragazzo, quante cose vorrebbero parlarmi.
Ogni oggetto ha una storia e fa parte di momenti vissuti e tutti insieme mi fanno fare un viaggio nel passato. E' un viaggio in cui i secondi catturano gli anni e tutto passa velocemente.... e così mi rivedo bambino, quando la soffitta era il mio rifugio, il luogo dove cercare momenti di silenzio.
Sul pavimento di legno c' è ancora una fessura attraverso la quale si poteva osservare, non visto quanto accadeva nella casa, e ......... ascoltavo divertito, e pensavo alla complessità della vita.
All' improvviso una voce, qualcuno mi chiama, ma c' è un vecchio armadio nel quale rifugiarsi.All' interno ci sono ancora dei vestiti, mi faccio spazio, quando all' improvviso respiro aria di Primavera, sento il canto degli uccelli. ........ E' mattina, allora apro gli occhi, e cerco di capire. Ho sognato, i primi raggi di luce entrano nella stanza. Comincia un nuovo giorno, e il mondo dei ricordi si allontana, ma ancora per un istante riesco a rivedere la mia vecchia e cara soffitta.