sabato 27 dicembre 2008

una Mamma Eccezionale

Non sempre il tempo la beltà cancella, o la sfioran le lacrime e gli affanni; mia madre ha 60 anni e più la guardo e più mi sembra bella.
Le parole del poeta colpiscono il cuore e inducono alla riflessione, parole imparate sui banchi di scuola e mai dimenticate, perchè?
Il fatto è che il ruolo della mamma è un ruolo unico, che richiede un insieme di straordinarie qualità, da gestire in modo sapiente e con tanto amore.
Ci sono poi situazioni che vanno oltre la normalità, e richiedono un impegno e una dedizione che rappresentano una sfida per chiunque. Senz' altro nel corso della nostra vita, abbiamo letto o sentito di storie incredibili, in cui la mamma è protagonista ed esempio.
Conoscere però questi protagonisti ed entrare nel loro mondo è qualcosa di diverso. 
Ho in mente Simona, che di recente ho conosciuto grazie a un amica che abbiamo in comune.
Simona è una giovane madre che gestisce una situazione non facile.
Ha due gemelli di 9 anni, uno dei quali affetto da SMA al primo stadio. La malattia è stata diagnosticata quando il bambino aveva pochi mesi e da allora vive con una realtà che richiede un assistenza continua.Il piccolo comunica mediante un computer, attraverso il quale, è in grado usando la parte superiore dell' indice della mano destra, di azionare brevi messaggi registrati in precedenza dalla madre, che includono parole di saluto, richieste di aiuto, necessità, ma anche fatti accaduti in casa e fuori che coinvolgono anche il fratellino Raul che frequenta la quarta elementare.
La stanza in cui si trova Mirko è una stanza accogliente e piena di colori, riflette tutto l' amore e tutte le attenzioni della mamma. Simona è una persona gradevole, che conserva una freschezza che non passa inosservata, ma quello che più colpisce è la sua forza d' animo, il suo spirito, la sua dedizione il suo accettare una realtà così difficile, con una serenità veramente esemplare.
Davanti a questa situazione, mancano le parole e Simona merita tutto il nostro apprezzamento e il nostro affetto.
Mentre usciamo ci consegna un pacchetto, all' interno del quale troviamo un cd di un concerto con musiche che amiamo. Ancora una volta ci sorprende, ma pensandoci concludiamo che qui sta la sua forza. E' fondamentalmente non solo una mamma, ma anche una persona altruista, piena di calore e riesce a reggere una situazione che richiede un notevole grado di coraggio.
Il nostro augurio è che possa continuare nel tempo ad amare la vita e ad essere per i suoi figli una fonte di ristoro.

"Che siate di passaggio su questo blog oppure no, vorrei invitarvi a scrivere un piccolo commento per Simona, a cui va tutto il nostro appoggio"

giovedì 18 dicembre 2008

L' Amore

A un seminario sui rapporti umani, l' oratore narrò di una corsia d' ospedale piena di bambini orfani. In una lunga fila di letti i bambini si ammalavano, e alcuni morivano, eccetto quello dell' ultimo letto. Lui stava bene. Il medico era perplesso. Tutti erano nutriti, lavati, tenuti al caldo: il trattamento era uguale per tutti. Eppure solo il bambino dell' ultimo letto cresceva bene.
Col passare dei mesi venivano ricoverati altri bambini e si ripeteva sempre la stessa storia: solo il bambino dell' ultimo letto stava bene. Infine il medico si nascose per vedere cosa succedeva. A mezzanotte giunse la donna delle pulizie che messasi in ginocchio lavò il pavimento, da un capo all' altro della corsia. Quando ebbe finito di pulire, si alzò, si stirò, si massaggiò la schiena.
Poi si avvicinò all' ultimo letto, prese in braccio il bambino, andò in giro per la sala coccolandolo, parlandogli, cullandolo. Lo rimise a letto e se ne andò. La sera dopo il medico tornò a vedere, e anche la sera successiva. Ogni notte accadeva la stessa cosa. Era sempre il bambino dell' ultimo letto quello che prendeva in braccio, che coccolava, a cui parlava e a cui mostrava affetto. E ogni volta che veniva ricoverato un altro gruppo di bambini, era sempre il bambino dell' ultimo letto quello che cresceva bene, mentre gli altri si ammalavano e alcuni morivano.Ecco un esperienza che vale più di mille parole . Illustra in modo magistrale l' importanza dell' amore. una qualità fondamentale nella nostra vita. Essendo gregari per natura, abbiamo bisogno degli altri e il contatto umano ha un potere incredibile. Penso all' uomo ricoverato in sala di rianimazione, è consapevole di dover morire e chiede una cosa sola: che sua moglie, con la quale era sposato da 48 anni, rimanesse al suo fianco. Ed essa vi rimase, carezzandogli con dolcezza una mano in continuazione, comunicandogli una pace e una tranquillità che le parole non possono trasmettere. Anch' io, nel vedere mia madre star male ero a corto di parole. Mi avevano telefonato in azienda ed ero corso all' ospedale, in tasca avevo una rivista e l' ho usata come un ventaglio , dal suo sguardo capivo che le faceva piacere. Si ragionava col personale medico sulla necessità del ricovero, ma la dottoressa del pronto soccorso, affermava che la situazione non era così grave da giustificare il ricovero. Fu accettata grazie alla nostra insistenza, ma lì non c' era posto e allora fu portata in un altro ospedale a una ventina di chilometri. Erano le venti, .....verso mezzanotte cessò di vivere. 
Certo ognuno di noi ha i suoi ricordi, e quando pensiamo alla nostra vita, alla nostra famiglia non possiamo non rammentare tutto l' amore che ci è stato mostrato. Capisco che non tutti hanno ricevuto o ricevono le attenzioni di cui c' è bisogno. Per esempio un uomo tempo fa scrisse:" Mio padre e mia madre erano alcolizzati. Quando avevo sei anni , qualcuno mi mise nella vasca da bagno, mise il tappo, aprì il rubinetto e se ne andò. La donna delle pulizie mi trovò e mi salvò la vita." Ancora una volta l' amore aveva trionfato sulla follia, l' amore per esempio della mamma verso i suoi figli è un sentimento molto forte e ha un fascino incredibile. Ho infatti ancora nel cuore una mamma , ospite da noi per un giorno, che parlando di sua figlia si è commossa, e non riusciva più a parlare. E' stato un momento molto bello., un momento da registrare sul diario dell' amore.

martedì 16 dicembre 2008

Le Parole

Ho sempre trovato affascinante conoscere il significato delle parole.
A volte infatti, dietro un espressione o un affermazione ci sono delle storie veramente curiose e interessanti, e nell' apprenderle provo un senso di appagamento che mi spinge alla ricerca di nuove parole per scoprire nuovi mondi.Ecco un esempio, che mi riporta tra l'altro bambino, al tempo in cui spesso mia madre mi preparava lo zabaione. Secondo una tradizione, lo zabaione sarebbe stato inventato nel 500 dal capitano di ventura emiliano Giovanni Baglioni, che, in ossequio all' uso del tempo di tradurre in dialetto i nomi delle persone, era soprannominato Zvan Bajoun. Si narra che una volta, giunto vicino a Reggio e accampatosi con le sue truppe, mandò in giro alcuni emissari in cerca di vettovaglie. I vivandieri tornarono con un povero bottino, costituito soltanto di uova, zucchero, vino bianco ed erbe aromatiche. Il capitano fece allora fare una mescolaza delle cose raccolte e distribuì la crema così ottenuta ai soldati. Questi ne furono entusiasti, e le diedero il nome del suo involontario inventore, Zvan Bajoun, che con il tempo si modificò: dapprima divenne zambajoun e infine zabaione.
Diversi anni fa, per raggiungere il posto di lavoro mi servivo dei mezzi pubblici, e dovendo prendere due pulman, ho pensasto di sfruttare i tempi d'attesa , leggendo.Invece di portare un qualsiasi libro, ho scelto il Dizionario di Devoto e Oli , e ho cominciato a strappare ,un certo numero di pagine al giorno, da leggere durante il viaggio.
E' così che ho scoperto un mondo di parole, alcune delle quali li ho annotate in un quaderno per una consultazione immediata. Ho trovato che la parola goliardo ha a che fare col gigante biblico Golia, che la Via Lattea nasce dalla leggenda di Giove lattante, che perde in cielo qualche boccata di latte e che la parola guardinfante indicava l' armatura di cerchi degradanti a foggia di campana, che si applicava all' interno della gonna per tenerla gonfia. All' origine serviva a proteggere dagli urti le donne incinte, da qui il nome......Mi piace pensare alle parole, conoscerle per avere un rapporto migliore e sceglierle come si fa con gli amici. Di recente, ho letto che la parola italiana bambù imita il suono da esso prodotto nel bruciare. Ecco un altra parola che può scaldare la nostra fantasia.

lunedì 15 dicembre 2008

Oggi niente di nuovo

Avete avuto una bella giornata? Forse avete fatto qualcosa che vi stava a cuore, oppure avete fatto un incontro gradevole, ad ogni modo ci può sempre essere qualcosa che caratterizza i nostri giorni. Il metro con cui misuriamo gli avvenimenti dipende da noi, a volte si può dare troppa importanza a fatti di poco conto, oppure ci sono momenti importanti che passano quasi inosservati, solo nel tempo ci rendiamo conto di quanto è successo.
Pensate a James Joyce. Benchè il suo romanzo "Ulisse" riguardasse i fatti di una sola giornata, il 16 Giugno 1904, lo scrittore calcolò di aver impiegato 20 000 ore per scrivere quell' ampia opera ambientata nella città di Dublino. Questo tempo equivale a circa 2500 giornate lavorative normali o a 8 anni di lavoro per sei giorni alla settimana senza mai fare vacanze. 
In contrasto Luigi XVI, il 14 luglio 1789 ( giorno della Presa della Bastiglia, l'evento che diede inizio alla Rivoluzione Francese), appuntò sul suo diario: " Oggi niente di nuovo". Sicuramente difettava in perspicacia, cioè nella capacità di vedere oltre gli avvenimenti. Certo non è facile vedere ogni cosa nella giusta maniera , e ancora più difficile riconoscere i propri errori e ammettere là dove abbiamo fallito, rammento la fiaba di Andersen "I vestiti nuovi dell' imperatore", dove si narra di un sovrano stupido che viene convinto da un sarto imbroglione a indossare un vestito stupendo, che risulterebbe invisibile agli stupidi. Ma è una truffa: nessuno però, pur di non ammettere la propria stupidità e contraddire l' imperatore, osa dire di non vedere il vestito ( che non c' è ) : solo un bambino dice ad alta voce che il re è nudo, svelando l'inganno. Può dunque essere utile scrivere gli avvenimenti che ci riguardono, fatti salienti della nostra vita che hanno segnato la strada percorsa fino ad oggi. Personalmente ho un calendario, dove annoto di volta in volta fatti di una certa portata, cose che mi riguardono o avvenimenti che hanno influito sul genere umano , e periodicamente lo osservo per non dimenticare!!! 
Certo nell' arco di una giornata quante cose si verificano, Russel Ash ha raccolto in un libro dal titolo "Accade in un giorno" tutto quello che accade ogni giorno nel mondo ed è interessante leggere tra l' altro che ogni giorno un cuore umano pompa tanto sangue da riempire 170 vasche da bagno, un lavoro immenso . Certo il circuito della vita è in continuo movimento e noi siamo coinvolti da questo miracolo . Bisognerebbe adottare il motto latino "Festina lente" ( affrettati con calma ) . E' l'invito di Svetonio a fare le cose senza indugio, ma non senza ponderazione. Allora, cosa scriverai oggi sul tuo diario?

sabato 13 dicembre 2008

Dio

L' unico sopravvissuto di un naufragio fu gettato sulla riva di una piccola isola disabitata.
Pregò fervidamente Dio perchè lo salvasse e ogni giorno scrutava l' orizzonte per vedere se arrivava qualcuno. Ma non compariva nulla....
Scoraggiato, alla fine riuscì a costruirsi, con alcuni pezzi di legname portati a riva dalle onde del mare, una piccola capanna per ripararsi dalle intemperie e per riporvi le poche cose che aveva. Ma un giorno, mentre tornava al suo luogo di dimora dalla ricerca del cibo, trovò la sua piccola capanna in fiamme.
Era accauto il peggio: perse ogni cosa! Stordito dal dolore e dall' ira gridò:" Dio come hai potuto farmi questo? ". Comunque la mattina presto del giorno dopo fu svegliato dalla sirena di una nave che si stava avvicinando all' isola...Erano venuti a salvarlo!!! Come avete fatto a sapere che ero qui?" chiese l' uomo, sfinito, ai soccoritori." Abbiamo visto i tuoi segnali di fumo", risposero.Certo è facile scoraggiarsi quando le cose vanno male; ma non dovremmo mai perderci d'animo perchè Dio interviene a nostro favore proprio quando siamo in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze. Qualcosa da ricordare la prossima volta che la vostra piccola capanna cade a terra in fiamme, può essere il giusto segnale di fumo che reca l'aiuto di Dio.
D'altra parte c' è la necessità di credere in un Creatore, di conoscere colui che è il datore della vita e ognuno di noi, ovviamente ognuno ha la libertà di credere o non credere.
A questo riguardo Isaac Newton, definito la più grande mente scientifica che il mondo abbia mai visto, aveva un amico non credente, e per aiutarlo a riflettere si fece fare da un esperto meccanico un modellino del sistema solare. Le sfere che rappresentavano i pianeti erano collegate con un ingranaggio in modo da muoversi realisticamente in orbita.Un giorno l' amico ateo fece visita a Newton. Visto il modellino, lo fece funzionare, e con ammirazione esclamò:" Chi l'ha fatto?" Newton rispose: "Nessuno!" L'ateo replicò:" Pensi davvero che io sia uno stolto! Naturalmente qualcuno l'ha fatto, ed è un genio".
Allora Newton disse al suo amico:" Questa non è che una minuscola imitazione di un sistema assai più grande di cui conosci le leggi, e non posso convincerti che questo semplice giocattolo non ebbe progettista nè costruttore; eppure tu professi di credere che il grande originale da cui è stato preso il progetto sia venuto all'esistenza senza progettista nè costruttore!"
L' amico di Newton dovette riconoscere che il grande Progettista e Fattore di tutte le cose è Dio.
Nel 1727 il grande scienziato affermò: "Non so come mi vede il mondo, ma ai miei occhi, mi sembra d' essere solo come un ragazzino che giocava sulla spiaggia, che si divertiva trovando ogni tanto un ciottolo più liscio o una conchiglia più bella delle solite, mentre il grande oceano della verità giaceva del tutto inesplorato dinanzi a me."

venerdì 12 dicembre 2008

Le Donne

"Le donne sono come mele sugli alberi..... Le migliori sono sulla cima dell'albero. 
Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perchè hanno paura di cadere e ferirsi. In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.Perciò le mele che stanno sulla cima dell' albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà "Esse sono grandiose".
Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l' uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi sulla cima dell'albero per esse. Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di tutto per raggiungerci....La donna uscì dalla costola dell' uomo, non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata."
Tempo fa , eravamo ospiti da un amico per il pranzo. Cominciò a tagliare la carne in maniera maldestra, cercammo di non farci caso, ma la cosa non sfuggì alla moglie che l' aggredì in malo modo. Gridò: " Guarda cosa stai facendo! Quand'è che imparerai a servire come Dio comanda?"Poi, rivolta a noi, disse:" Sbaglia sempre. Non è capace di fare niente." Si forse non era capace di tagliare la carne, ma era capace di vivere con lei da circa vent'anni. Francamente avremmo preferito un pasto modesto in un atmosfera tranquilla, piuttosto che pietanze costose col sottofondo dei suoi aspri rimproveri.Forse sono donne come queste o modi di fare offensivi ad ispirare il proverbio di origine veneta che paragona le donne alle sarde, tolta la testa tutto il resto è buono. Ovviamente non si può e non si deve generalizzare, anche perchè ci sono donne stupende che sanno amare e sanno conquistarsi la persona che cammina al loro fianco. Mi viene in mente la lettera di un mio amico a sua moglie: "Abbiamo attraversato periodi tremendi-diceva- eppure anche nei momenti peggiori, ogni volta che ti vedevo, sentivo allargarsi il cuore e provavo una grande gioia.La gioia di chi sa di possedere la cosa essenziale, il tesoro più prezioso. Per me sei sempre stata la donna più bella del mondo. Vedendoti in mezzo alle altre, ho sempre preferito te. E questo mi dava sicurezza, voglia di vivere, forza per combattere. Non puoi immaginare cosa significa per un uomo, quando si sente solo, sconfitto poter dire a se stesso: ma io ho una donna bellissima che mi ama. E ogni volta, baciandoti mi trasmetti l' energia di cui ho bisogno e sono pronto più di prima a ricominciare la lotta." Si, ci sono donne e donne, come ci ricorda una celebre operetta il cui personaggio principale è una Vedova Allegra.

giovedì 11 dicembre 2008

Viaggio in Inghilterra

Ecco un film per chi ama i libri e crede nelle belle storie.
L' ambientazione è quella di Oxford, un mondo pieno di libri, l' anno è il 1952.
Il professore Lewis abbina felicemente l' attività di scrittore di fantasy al rigore della riflessione filosofica. D' improvviso, la sua tranquilla vita di studi viene sconvolta dall' incontro con una poetessa americana, Joy Gresham in viaggio con il figlio ,dopo la separazione dal marito alcolizzato. Per Lewis è l'occasione di scoprire ciò che non aveva mai ammesso a se stesso: che la sua vita si è svolta fino ad allora in una specie di protettivo giardino all' inglese, le cui pareti di fogliame hanno impedito alle passioni di accedere al suo animo.
La donna, condannata a morire di cancro, gli fa scoprire cosa significa vivere sulla propria pelle, quella "necessità del dolore" che il filosofo ha appreso sui libri. Senza però mai sperimentarla.
Lento e avvolgente, sentimentale e carico di atmosfera, il film è arricchito dalla splendida interpretazione di due attori davvero eccezionali che sono tra i miei preferiti. Il risultato è ottimo.
Se poi il tutto entra nel cuore, si può anche aquistare il libro edito da Sperling Paperback e ritrovare il copione della pellicola con tutte le sue battute che formano un indimenticabile storia d'amore.

mercoledì 10 dicembre 2008

La Bellezza

Nulla io non vedo che non sia perfetto. E' quanto dice nel film Quo Vadis, il patrizio romano Marco Vinicio allorchè incontra la giovane Licia della quale si innamora.
Da sempre gli uomini sono attratti dalla bellezza.
Per esempio nel 1534 il corsaro turco Khair ad-Din, noto come Barbarossa, assalì la cittadina laziale di Fondi al solo scopo di rapire la contessa Giulia Gonzaga, famosa per la sua bellezza: ma dato che la nobildonna era riuscita a fuggire, il corsaro mise a ferro e fuoco la città e ne fece uccidere o deportare come schiavi gli abitanti.
Certo il metro per misurare la bellezza ,cambia a secondo i tempi, i luoghi e le persone ed ecco che di recente in Francia sono state selezionate le caratteristiche di una bellezza femminile ideale. Ecco quelle prescelte:, Il colorito delle Inglesi, il sorriso delle Irlandesi, la linea delle Francesi, il portamento delle Spagnole, i capelli delle Italiane, gli occhi delle Egiziane, il naso delle Greche, i denti delle Statunitensi, la voce delle Viennesi, il riso delle Giapponesi, il collo delle Thailandesi, le mani delle Svizzere, le spalle delle Argentine, le gambe delle Svedesi, i piedi delle Cinesi e il seno delle Australiane.Tuttavia c' è una bellezza che va oltre le forme e le apparenze e fa diventare gli uomini poeti. E' la storia di un pastore ,che innamorato di una donna stupenda, descrive in questo modo la sua esperienza :" Ecco la stessa stagione delle piogge è passata, lo stesso rovescio di pioggia è finito, se n' è andato. I fiori stessi sono apparsi nel paese, il medesimo tempo della potatura della vite è arrivato, e la voce della stessa tortora si è udita nel nostro paese. In quanto al fico, i suoi fichi primaticci hanno preso un colore maturo; e le viti sono in fiore, hanno dato la loro fragranza.Levati, vieni, o mia compagna, mia bella, e vieni via. Oh mia colomba, nei recessi della rupe, nel nascondiglio dell' erta, mostrami il tuo aspetto, fammi udire la tua voce, poichè la tua voce è piacevole e il tuo aspetto è avvenente.
Ponimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perchè l' amore è forte come la morte . Le molte acque stesse non possono estinguere l' amore, nè i fiumi stessi possono travolgerlo. Anche se queste parole sono state pronunciate più di 3000 anni fa ,hanno ancora il loro valore. Si, c' è una bellezza che non ha prezzo.

martedì 9 dicembre 2008

Scacco Matto

Il gioco degli scacchi deriva da quello del ciaturanga. Era praticato nell' India del IV secolo e simulava una battaglia tra due eserciti con carri, elefanti, cavalli e fanti (poi diventati torre, alfiere, cavallo e pedone). 
Gli scacchi si diffusero in Persia e Arabia e, tra l' VIII e il IX secolo, arrivarono anche il Europa. Dalla Persia, gli europei importarono l'espressione " Shat Mat"( che significa " Il Re è perduto") approssimativamente tradotta con "scacco matto".

Certo, quando la vita ci dà scacco matto non è più un gioco. Per esempio, i figli rappresentano il nostro futuro e la loro morte è qualcosa di doloroso e sconvolgente.
Ho conosciuto una giovane madre che ha perso il figlio di sei anni a causa di un indigestione. Che tragedia! Sommersa dal dolore ha cominciato a trascorrere i suoi giorni al cimitero, seduta davanti alla tomba del figlio. Una quercia.Incredula di quanto era successo, non voleva accettare la realtà e continuava ad acquistare vestiti e altro per un figlio che non c' era più. Si capiva che stava rasentando la pazzia. Tuttavia la natura ci insegna un importante lezione. 
Ecco l' esperienza di un osservatore.
-Nella mia fattoria del Missouri avevo piantato un gran numero d' alberi. Vennero su con rapidità prodigiosa. Poi ci fu una tempesta di neve e ogni ramo si ricoprì d'una spessa crosta di ghiaccio. Invece di piegarsi sotto il peso, gli alberi resisttero orgogliosamente e si spezzarono, schiantati dal peso. Dovettero essere distrutti. Non avevano imparato la saggezza delle foreste del Nord. Ho percorso centinaia e centinaia di chilometri attraverso le foreste sempreverdi del Canada e non ho mai visto un arboscello spezzato dal nevischio. Sanno ormai come piegarsi, come chinare i rami, come collabore con l'inevitabile. I maestri di jujitsa insegnao ai loro allievi a "piegarsi come il salice, non a resistere come una quercia"-
La donna si è lasciata aiutare, e questo l' ha salvata da una fine precoce, ed è bello continuare a incontrarla e scoprire che è ancora una donna piena di vita.
L' antica saggezza è ancora valida. Impara dal passato, vivi nel presente, credi nel futuro.

venerdì 5 dicembre 2008

Libri e Cammelli

Secondo la tradizione, il Gran Visir di Persia Abdul Kassem Ismail, vissuto nel secolo X, in ogni viaggio portava con se la sua ricca biblioteca, composta da non meno di 117.000 volumi: per trasportarla, usava 400 cammelli che procedevano uno dietro l'altro, con in groppa i libri disposti in rigoroso ordine alfabetico. Da sempre, da quando ho preso coscienza, ho amato i libri. Un eredità trasmessa credo da mia madre, che ai suoi giorni, acquistava dai venditori ambulanti, storie e romanzi che venivano pubblicati a puntate e che lei leggeva regolarmente, persino durante i periodi di allattamento e vista la famiglia numerosa ( Ha avuto undici figli), deduco che abbia letto molto.
Il momento in cui imparai a leggere è stato un bel momento,mi permetteva di aprire un libro e capire quello che c' era scritto. Cominciai a considerare i libri, mondi affascinanti che andavano esplorati, mondi nei quali potevo entrare, e diventare un personaggio tra i personaggi ,potevo allora lasciare la realtà che mi circondava e provare l' emozione di unirmi ai moschettieri del re in perenne lotta con le guardie del cardinale, e poi ancora lungo la steppa insieme a Michele Strogoff per una missione impossibile, quindi con Renzo Tramaglino che aveva occhi solo per la sua Lucia, questi sono solo alcuni dei tanti personaggi e delle tante storie che concedevano spazio alla mia fantasia e ai miei sogni .Attraverso la biblioteca del paese riuscivo a soddisfare questo mio desiderio, ma la gioia che provai nel comprare il mio primo libro è difficile da descrivere. Il profumo della carta coinvolgeva i miei sensi in modo incredibile e mi conduceva verso altri mondi sconosciuti. Ma c' era un prezzo da pagare, i libri costavano 500 lire.! e la mia famiglia non aveva molte disponibilità, quante volte sono entrato nella libreria del paese,.......solo per guardare....solo per ammirare ,......la collana per ragazzi che la Fabbri Editore stampava in quel tempo.
Ricordo tra l'altro che non stavo molto bene e tutti i giorni c'era una puntura da fare. Come premio di consolazione ricevevo 20 lire. Una piccola moneta ,che nel tempo mi avrebbe permesso un grande acquisto. Fu così che riusci a comprare 5, 6 libri.
Anche se sono passati diversi anni, mi capita a volte di visitare mercatini di libri usati e ritrovare altri titoli di quella collana, formata da una cinquantina di volumi. Li acquisto per poco, ma la gioia che provo tornando a casa è sempre incredibile. E' la gioia di chi sta per partire per un viaggio affascinante, per nuovi mondi e nuove avventure.

mercoledì 3 dicembre 2008

L' Aquilone

C' è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole. Con queste parole, il Pascoli inizia la sua nota poesia che ci riporta sui banchi di scuola, quando ancora ragazzi eravamo affascinati dall' aquilone e dalla gioia che esso poteva recare. Ricordo che provavo una certa invidia nel guardare i miei compagni far volare i propri aquiloni. Ho provato a costruirne uno anch'io. Un vero disastro, non ha mai volato.
Poi sono cresciuto, mi sono sposato, sono diventato padre. Ed ecco gli aquiloni.
Per me i figli sono come gli aquiloni. Si passa la vita a cercare di farli sollevare da terra. Si corre con loro finchè non si è entrambi sfiatati... loro precipitano....gli date ancora più corda. Rattoppate e consolate, adattate e insegnate e gli assicurate che un giorno sapranno volare.
Ma quando precipitano, c'è da soffrire, come quel giorno che ho ricevuto una telefonata da parte della scuola in cui venivo invitato a incontrare il preside.
Non riuscivo a capire il motivo della telefonata dal momento che la scuola era iniziata da circa due mesi e fino a quel momento avevo firmato solo delle sufficienze, si non era il massimo, ma per il momento poteva anche andare. Ma dopo una breve conversazione, il meccanismo è chiaro. In realtà i voti erano insufficienti, ma prima di farli firmare si coprivano in modo magistrare le prime due lettere, si faceva firmare e poi la parola ritornava nella sua completezza allorchè si presentava il quaderno all' insegnante. Un vecchio trucco che per un certo tempo ha funzionato. L'aquilone aveva perso quota e rischiava la disfatta, dovetti lavorare per fargli riprendere il suo posto nel cielo. Ora sono passati diversi anni e i miei aquiloni continuano a volare, anzi uno di essi ha viaggiato così tanto da raggiungere i Caraibi. Il posto è stupendo, ma occhio! Ci troviamo nel Triangolo delle Bermude dove i venti sono forti e l' imprevisto è sempre in agguato, tuttavia se guardiamo il mare possiamo anche scorgere delle spendide razze.... a forma d' aquilone.