sabato 20 novembre 2010

Alcune domande a Giovanni Allevi

L' anno scorso in questo periodo, mi trovavo a Nassau nelle Bahamas dove avrei trascorso tre mesi
accarezzato da un clima gradevole e da un ambiente invitante. Essendo a corto di letture mia figlia
mi ha invitato a leggere due libri scritti dal musicista Allevi, i cui titoli " La musica in testa e In viaggio con la strega già attiravano la mia attenzione ,pur non conoscendo il loro autore. Sara me ne
parlava in modo entusiasta ed effettivamente ho dovuto convenire con le sue indicazioni e infatti ho letto d'un fiato entrambi i libri evidenziando diversi racconti che si sono rivelati interessanti e piacevoli, come quell' occasione in cui trovandosi in America, il musicista si è trovato in un occasio
ne in mezzo a diverse massaie che lo hanno eletto, in quanto italiano, giudice per la loro gara di polpette. Da allora in poi ogni qualvolta trovo nei giornali un articolo che lo riguarda, lo leggo con
l'attenzione che merita, e così pensando di far cosa gradita a mia figlia colgo l'occasione di farle
conoscere i gusti letterari dell'artista.
Cosa stai leggendo in questo momento? " Sto divorando Kafka sulla spiaggia del giapponese Murakami Haruki. Piano piano sto leggendo tutti i suoi romanzi".
Qual'è il genere di letture che preferisci? " Il romanzo di introspezione. Sono affascinato dalla follia umana, da come una persona potrebbe trasformarsi in qualcosa di inimmaginabile, magari in un essere ripugnante. Per questo non sopporto coloro che puntano il dito contro altri credendo
di essere al riparo dal proprio lato oscuro" Che posto occupa la lettura nella tua vita? " E' fondamentale per mantenere il contatto col mistero dell'esistenza. Leggere alimenta il fuoco della
immaginazione". E se dovessi consigliare un libro? " Il manuale del guerriero della luce di Paulo
Coelho. Ma solo a chi ogni giorno sfida i propri limiti. Come me".
Certo anche se non ho competenze in materia c'è da dire che il fascino della musica per pianoforte non conosce confini, anche se in questo caso a fronte di molti sostenitori c' è anche
chi non sopporta le composizioni del musicista e lo considera più un furbacchione che un mago
del pentagramma. L'ho visto casualmente alcuni mesi fa in televisione, mentre spiegava
come personalizzava motivetti sulla base di un nome assegnando una nota a ogni lettera e così in base al nome era in grado di fare sentire sempre qualcosa di diverso. Mi ha colpito.
Parlando di pianoforti non posso non pensare a mia moglie che pur essendo digiuna di musica, ha
sempre desiderato possedere un piano e così alcuni anni fa ho avuto l'opportunità d'acquistarne uno usato, ma in buone condizioni in quanto il suo ex proprietario aveva fatto rifare tutti i martel
letti e pure l'accordatore ha riferito che il piano ha un suono antico e piacevole.
Anche se non mi aspetto che mia moglie diventi come Allevi, spero proprio che possa imparare
quanto serve per passare dei momenti piacevoli al suono di questo strumento straordinario.

giovedì 21 ottobre 2010

MARECHIARO

Salvatore Di Giacomo, autore di celeberrime canzoni napoletane come Era De Maggio, ricordava d' aver composto i versi di Marechiare senza in realtà essere mai stato a Marechiaro, il borgo sul litorale nel quartiere
di Posillipo nel quale il brano è ambientato. Ci andò solo diversi anni dopo, quando ormai la canzone era diventata popolare e in tale occasione scoprì che un oste aveva ricostruito nella sua locanda, in ogni dettaglio, i luoghi evocati dai versi del brano. Anche la cameriera si chiamava Carolina, proprio come la donna alla quale Marechiaro era dedicata. L' oste faceva credere ai clienti che Di Giacomo avesse composto  il testo dopo
aver mangiato nella locanda, ispirato dalle atmosfere del luogo, e ignaro, della sua identità, narrò la storiella, allo stesso poeta, che ne fu assai divertito.

sabato 7 agosto 2010

Il Pescatore

Un pescatore torna a casa con la sua piroga e incontra uno straniero, un esperto che opera nel mondo degli affari. L' esperto gli chiede come mai è rientrato così presto. Il pescatore risponde che avrebbe potuto trattenersi più a lungo, ma che aveva pescato quanto bastava per provvedere alla famiglia. " Mi dica un pò, come impiega il suo tempo?", chiede l'esperto. Il pescatore risponde:" beh, vado un pò a pesca . Gioco con i miei figli. Ci facciamo tutti un riposino pomeridiano quando fa caldo. La sera ceniamo insieme. Più tardi mi godo un pò di musica con gli amici, ecc.".

L' esperto lo interrompe." Senta, ho una laurea e ho studiato queste cose. Vorrei aiutarla. Dovrebbe trascorrere più tempo a pescare. Guadagnerebbe di più e in poco tempo sarebbe in grado di acquistare una barca più grande di questa piroga. Con una barca più grande guadagnerebbe ancora di più e presto potrebbe avere una flottiglia di motopescherecci. E poi ?", domanda il pescatore. Poi,invece di vendere il pesce a un intermediario, potrebbe trattare direttamente con lo stabilimento che lo lavora o addirittura mettere su un industria di prodotti ittici. Potrebbe lasciare il villagio e trasferirsi in città, a Parigi o a New York, e dirigere l'azienda da lì. Potrebbe perfino valutare la possibilità di quotare le sue azioni in borsa e diventare miliardario. Quanto tempo richiederebbe tutto questo?, chiede il pescatore." Più o meno dai 15 ai 2o anni", risponde l' esperto. " E poi?", continua il pescatore. " E' a questo punto che la vita si fa interessante", spiega l'esperto. " Poi potrebbe andare in pensione. Potrebbe lasciarsi alle spalle il trambusto della città e ritirarsi in qualche villaggio sperduto". " E poi?", chiede il pescatore. " Poi
avrebbe il tempo di andare un pò a pesca, di giocare con i figli, di farsi un riposino pomeridiano quando fa caldo, di cenare con la famiglia e di godersi un po di musica con gli amici".

sabato 27 marzo 2010

Il Gatto Killer

I dodici pesciolini rossi erano sopravvissuti a diversi inverni rigidi e li additavamo con orgoglio a quanti venivano a trovarci. Anche quando la neve riempiva la vasca nel giardino e per diversi mesi c'era soltanto ghiaccio, essi continuavano a vivere indisturbati e tranquilli sotto la coltre bianca. Quando poi con la primavera si scioglieva la neve, eccoli lì pieni di vita e pronti a deliziarci con i loro scatti improvvisi.L' ultimo inverno notammo sulla neve delle impronte inquietanti. Chi era il notturno visitatore che veniva a ispezionare la casa dei pesci? Presto capimmo si trattava di un gatto. Forse seguendo il suo istinto, voleva soltanto giocare, ma il suo era un gioco mortale in cui c'era soltanto un vincitore.













Ogni notte infatti spariva qualche pesce che immancabilmente il giorno seguente trovavamo da qualche parte nel giardino, privo di vita. Uno di essi addirittura riuscì a sopravvivere fuori dall' acqua per diverse ore. Lo salvammo, ma la notte successiva subì il colpo di grazia. Con mia moglie organizzammo la difesa, dalle Bahamas avevamo portato un piccolo squalo in plastica, lo posizionammo nei pressi della piscina, con la speranza di ingannare il felino. Il mattino dopo ritrovammo lo squalo a diversi metri dalla vasca, portava ancora i segni di una dura battaglia notturna, ma in qualche modo aveva sviato l'attenzione del gatto e aveva salvato i pesci. Aveva bisogno tuttavia di sostegno e così gli affiancammo un ragno amazzonico che pur essendo di plastica metteva davvero paura. Il giorno successivo trovammo lo squalo a una certa distanza dalla vasca dei pesci, ma del ragno nessuna traccia. Dove l'avrà portato? Era certo che il gatto killer aveva colpito ancora una volta. E ancora adesso, benchè siano passati diversi mesi non ne sappiamo nulla. Altro raduno di famiglia e questa volta per sostituire la specie amazzonica, abbiamo posizionato altri due piccoli ragni, il cui scopo rimane sempre il medesimo, disorientare il gatto. Qual'è stato il risultato di tanta strategia? Al momento sono diverse notti che il predatore non si fa vedere, i cinque pesci rimasti hanno tirato un sospiro di sollievo in quanto amano la vita e vogliono vivere nel loro ambiente al riparo da qualsiasi pericolo. Il gatto killer lo permetterà?

venerdì 11 settembre 2009

Mamma

Cara cara mamma, non ti so dire la mia tristezza.
Ho passato e passo lunghe ore in silenzio a ripensare,
a rievocare. Tutta la mia infanzia, tutti gli anni lontani
ritornano nell' anima; e il peso dei ricordi mi affanna.
E la malinconia della lontananza mi diventa più grave.
Oggi è una giornata velata. Sono qui, dinanzi al lavoro
interrotto. Penso a lei, penso a te.
Vorrei starti accanto, riposare il mio capo su le tue
ginocchia come una volta, sentire in me la vita profonda
e non dire una parola.
Ti bacio mille volte con l'anima.

- Da Gabriele D'Annunzio alla mamma, 1892

"Il cuore di una mamma è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono" - Balzac

"Mamma" la canzone di Cesare Bixio
che i russi trasmettevano di notte, con
potenti altoparlanti, per far la guerra" -psicologica ai soldati italiani sul Don.

"L'Amore di mamma non ti prende in giro e non ti inganna." - proverbio siciliano

"Il piccolo del canguro non sa ancora succhiare autonomamente e la mamma stessa che spreme il latte forzando il piccolo a nutrirsi."

Abbiamo appreso dai telegiornali che nelle scuole inglesi,
per non discriminare i bambini adottati dalle coppie
lesbo-gay, sarà vietato agli alunni di pronunciare le
parole "mamma" e " papà". Così, ancora una volta,
capita che per rispetto di una minoranza sarà discriminata
la maggioranza dei ragazzi. Considerato che in Italia si tende
spesso a imitare ciò che si fa all'estero...

sabato 5 settembre 2009

Amore per i treni

Ha 4 anni, e va pazzo per treni.
La notizia non poteva passare inosservata e quindi lessi con particolare interesse.
LONDRA - Tutte le stazioni ferroviarie della regione dove vive hanno ormai le sue foto ' segnaletiche ' in modo che venga subito riconosciuto e riportato a casa. Il ricercato in questione è un bambino britannico di 4 anni, Toby Field, la cui colpa è di amare i treni alla follia.

E' già scappato di casa 15 volte in poche settimane, racconta la mamma alla Bbc, per andare alla stazione della sua cittadina, Mardent, nel Kent, e partire; una volta è riuscito anche a salire su un vagone e chiedere educatamente al bigliettaio uno andata e ritorno per Hastings. La mamma, Kirstie, teme che un giorno il piccolo salga su un treno e non chieda il biglietto, così nessuno si accorgerebbe di lui e partirebbe per chissà dove. Ecco perchè la signora Field ha distribuito le foto del bimbo a diverse stazioni vicine, nella speranza che se anche Toby riuscisse a prendere il treno qualcuno lo riconosca e lo fermi. " Ama l'avventura e i treni - ha detto la mamma Katie alla Bbc - e pensa di poterli prendere da solo".


La notizia mi ha proiettato indietro nel tempo almeno di 30 anni per farmi ricordare ciò che succedeva quando con la macchina mi fermavo al passaggio a livello in attesa che passasse il treno.
Allora Stefano, il mio primogenito che in quel tempo aveva pochi anni, cominciava ad agitarsi e a gridare tutto entusiasta ' Iva treno, iva treno ' e la scena era tale da richiamare l'attenzione di quanti erano involontari osservatori di tanto entusiasmo.

Nel tempo il bambino è cresciuto e pur non lavorando in ferrovia, ama tuttavia i motori e la velocità. In quanto a me avevo quasi dimenticato questi bei ricordi almeno fino a quando non ho letto di un altro bambino che a 4 anni va pazzo per i treni.

sabato 29 agosto 2009

Nefertiti

La civiltà egizia mi ha sempre affascinato e Nefertiti fa parte di quella cultura. Il significato egizio del suo nome è " la bella che è arrivata ".
Mentre osservo il suo lungo collo da cigno, mi chiedo:" arrivata da dove? La risposta è nel suo copricapo conico: nessuna sovrana d' Egitto ne ha uno uguale; esso assomiglia alla berretta coronata delle dee asiatiche. Il celebre busto conservato all' "Altes Museum " di Berlino è privo dell' occhio sinistro, ma la descrizione di questa donna è da leggere, infatti è sempre descritta come " Dama piena di grazia" e " dotata di tutte le virtù". In realtà, Nefertiti non si limitò al ruolo di sposa e la sua influenza sulla guida del regno fu notevole. Per questo motivo appare rappresentata con la corona doppia, simbolo del potere del faraone, oppure mentre dispensa doni. Quando il marito Akhenaton morì, Nefertiti aveva 34 anni e un futuro incerto, avrebbe dovuto adattarsi a una nuova politica e confrontarsi con la classe sacerdotale dell' epoca. Nileen Namita invece è una casalinga inglese di 49 anni che di recente ha fatto parlare di se.E' convinta infatti di essere la reincarnazione della bella regina e per riprodurre al meglio le fattezze della bellissima Nefertiti è ricorsa alla chirurgia plastica. Si è sottoposta a 51 interventi e non ha badato a spese: 200mila sterline, l'equivalente di 230.mila euro per diventare una scultura vivente della reale egizia. I chirurghi hanno modellato il viso della madre di tre figli operando sei volte sul naso; tre sul mento. Inoltre, la donna si è sottoposta a un lifting alle sopracciglia, sei al viso, due interventi alle labbra, cinque agli occhi e una ventina di altre piccole operazioni facciali.

Un restauro completo, insomma, per ricreare in tutto e per tutto la " Bellezza del Nilo". Ma la signora Namita non è ancora soddisfatta e ha descritto la sua faccia come " un lavoro non ancora terminato". In sostanza: NON CONSIDERA DEL TUTTO PERFEZIONATA LA RASSOMIGLIANZA:" Vorrei che le labbra fossero un pochino più affinate e ho in programma della chirurgia sul naso per far ragguagliare le narici", ha detto:"
Sin dalla mia infanzia ho avuto sogni vividi della regina dell'antichità", ha aggiunto"Namita, spiegando che " le visioni erano talmente reali e intense che potevo vedere dove viveva, i suoi domestici, le stanze e persino il cibo che mangiava". Certo tutto questo sa dell'incredibile e credo che anche Nefertiti leggendo la notizia, sarebbe rimasta senza parole.

sabato 22 agosto 2009

Mariti Perfetti e Imperfetti

Tornando a casa dal lavoro, un tale chiede alla moglie:
- Che si mangia stasera?
La donna, seccata, risponde:
- E' solo questo tutto quello che hai da dirmi?
-Beh, no .... Effettivamente mi stavo anche chiedendo che cosa pensavi
di cucinare per la cena di domani.

E' una barzelletta ovviamente, ma è anche un esempio realistico di come a volte vanno le cose nei rapporti tra uomo e donna, tra marito e moglie. Non è un caso che l'evoluzione di una coppia nel corso del tempo è stata descritta in questi termini.Dopo sei settimane di vita comune, Sei nu babbà
Dopo sei mesi, Sei na sfugliatella
Dopo sei anni, Sei nà pizza

Ci sono tuttavia molte buone qualità che vengono espressi all'interno di una coppia, ma non sempre gli obiettivi sono raggiunti. Guardate questa lettera.
L'altro giorno, al supermercato, io e mio marito facevamo la spesa insieme, come ogni sabato. Lui sceglieva la carne, taglio per taglio, con competenza. Mi è sembrato una massaia di buon senso. Lavoriamo entrambi, in casa mi dà una mano in tutto: sa fare la spesa, sa cucinare, fare il bucato e capita persino che stiri lui le mie camicie. Va prendere i bambini a scuola, parla con gli insegnanti e con gli altri genitori. Al di fuori del lavoro tutto il suo mondo siamo noi: la moglie e i figli. Non alza mai la voce, è mite, gentile, paziente. Non solo: dopo 12 anni di matrimonio fra noi c'è ancora una buona intesa sessuale. Quante amiche mi inviadiano questa perla di marito!Eppure non posso impedirmi di provare una certa nostalgia per un uomo più uomo, con almeno un difetto da uomo. Questa totale disponibilità mi sta paralizzando, affogo nei buoni sentimenti.-Claudia Mantova
L'esperto risponde dicendo che sulla scena dei sogni femminili domina ancora l'uomo forte, imperioso, a volte sprezzante: l' esatto contrario del mite " casalingo", dolce, paziente e conciliante.
In contrasto,Germana di Venezia fa una altra descrizione significativa: Mio marito è un taciturno cronico. Non avevo dato gran peso alla cosa, quando eravamo fidanzati. Pensavo che essere di poche parole fosse una caratteristica virile. Mi seduceva, insomma. Ma dopo cinque anni di matrimonio non ne posso più. Attirarlo in una conversazione è un impresa. Se non sono io a parlare, si passano intere serate in silenzio. Farlo parlare di se, poi, è quasi impossibile. Sono esasperata, e litighiamo sempre più spesso. Anche questo è difficile con lui: una volta si è addirittura addormentato mentre io cercavo di spiegargli le mie ragioni. In altri casi, ci sono uomini che vanno oltre il semplice parlare. " Mio marito spiega una moglie, mi ferisce con le parole. Forse non si vedono i lividi, ma le sue continue osservazioni taglienti, come ' sei una palla al piede e non servi a niente hanno lasciato un segno nel mio cuore'.
Nella varietà degli uomini che popolano questa nostra terra, ci sono però quelli che si spendono nell' ambito della propria casa e quando non ci sono si sente la loro mancanza. Alcuni anni fa, su un quotidiano inglese venne pubblicato il seguente annuncio: George torna a casa! I bambini hanno bisogno del loro papà, l' antenna della televisione ha bisogno di essere raddirizzata, il prato ha bisogno di essere tagliato. Anche gli alberi del giardino ti aspettano. La tua affezionata moglie Mabel In assenza del marito tuttofare in certi luoghi si può prendere il marito in affitto Avviene per esempio in Argentina dove ha grande successo l' agenzia " Affitasi marito" Se il vostro si rifiuta di svitare lampadine rotte o riparare rubinetti, se ne può prendere uno in prestito. Costo 12 euro l' ora.
Ripenso intando a colui che ha paragonato marito e moglie ad erba e prato. Spesso l' erba cresce in modo ribelle e disordinata e bisogna taglarla e tenerla sotto controllo, altrimenti la visuale del prato può non essere appagante.

sabato 15 agosto 2009

L' Uomo felice non aveva camicia

L' uomo felice non aveva camicia. Così insegna una favola che nel passato si trovava sulla bocca dei genitori e sulle pagine dei libri. Si diceva d'un re malato, al quale il medico aveva indicato come unico rimedio d' indossare la camicia d' un uomo felice. Le ricerche fatte in tutto il regno non portarono altro che una serie di scontenti, finchè, in un tugurio, un messo regale sentì cantare un carbonaio, il quale ammise d'essere felice e si dichiarò contento di se e del suo stato. Però alla richiesta della camicia, rispose che, povero com' era, non ne aveva mai posseduto una.
I proverbi insistono sul fatto che i soldi non fanno la felicità e le favole descrivono re malinconici e scontenti sui loro troni d'oro. D' altra parte il denaro ha il suo valore e nella società nella quale viviamo non se ne può fare a meno dal momento che attraverso esso si possono avere quei beni di consumo che ci permettono una vita serena e dignitosa. Gli esempi e le riflessioni non mancano. "Se vuoi renderti conto del valore del denaro, prova a chiedere un prestito" diceva Benjamin Franklin. La verità è come recita un proverbio toscano che "I quattrini vengon di passo e vanno di corsa". Il denaro parla, dice ancora qualcuno. Il segreto sta nel conservarlo abbastanza a lungo per ascoltare quel che ha da dire. Bisogna fare i conti con la svalutazione e il potere d'acquisto.Per esempio, la grave crisi economica che afflisse gli Stati Uniti al tempo della guerra d' Indipendenza 1775-83 culminò nella svalutazione della cartamoneta a un quarantesimo del suo valore nominale, per cui con le banconote si incominciò a fare di tutto tranne che impiegarle negli acquisti. Si racconta addirittura che parecchi negozianti alle prese con il rinnovo della tappezzeria della bottega fecero un pò di calcoli e avendo concluso che sarebbero servite più banconote per acquistare la tappezzeria di quante ne occoressero invece per rivestire con esse le pareti, le usarono appunto come carta da parati.
In tempi più recenti il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe dichiarò "Sono finiti i soldi?Non vedo il problema. li ristampiamo". Certo non c'è da meravigliarsi visto l'elevato tasso d'inflazione che il paese citato è uno dei paesi più poveri del mondo ed è chiaro che certe soluzioni non possono risolvere il problema di una nazione e dei suoi abitanti. Mentre scrivo queste cose, penso all' estrazione del Superenalotto il cui jackpot ha raggiunto in questi giorni, la cifra di 135,9 milioni di euro e all'effetto che una simile somma potrebbe fare su un singolo individuo che casualmente indovina i sei numeri vincenti. D'altra parte "Anche i ricchi piangono" era il titolo di una telenovela che qui in Italia ha appassionato molti, c'è un fondo di verità in questa affermazione e nelle nostre analisi non possiamo essere superficiali associando necessariamente la ricchezza alla felicità. All' inizio del secolo scorso, un giornalista capì molto bene questo aspetto intervistando Andrew Carnegie, pioniere dell'industria siderurgica e all'epoca uno degli uomini più ricchi del mondo. "Non dovete invidiarmi" disse Carnegie. " A cosa mi serve la ricchezza? Ho sessant'anni e non riesco a digerire quello che mangio. Darei tutti i miei milioni se potessi tornare giovane e in salute. Darei tutto il mio denaro se potessi fare il patto di Faust.... Al di là dei diversi pensieri che ognuno potrebbe esprimere, ho annotato sul mio quaderno contabile una frase di Samuel Johnson
"Qualunque somma tu abbia, spendi meno".

sabato 1 agosto 2009

Inseminazione

Durante la guerra di Secessione degli Stati Uniti e, più precisamente il 12 maggio 1863, una pallottola perforò il corpo di un soldato nordista, portando via il suo testicolo sinistro. La stessa pallottola penetrò la parte sinistra dell' addome di una giovane donna di 17 anni. 278 giorni dopo, la ragazza - che proclamava di essere vergine - partorì un neonato di 3 chili e 600 grammi.
Il dottor L.G. Capers confermò che, al momento del parto, l' imene era intatto. Tre settimane più tardi, il dottor Capers dovette operare il piccolo e levò una scheggia di metallo dal suo piccolo corpo. Egli concluse che si trattava della stessa pallottola che aveva asportato il testicolo del soldato e che, impregnata di spermatozooi, aveva in seguito attraversato l'ovaia della ragazza fertilizzandola in quell'occasione.
Il soldato, messo al corrente, ricevette la notizia con scetticismo ma accettò di incontrare la giovane mamma. Ne seguì un idillio che si trasformò rapidamente in un matrimonio. La giovane coppia ebbe altri tre bambini.

-tratto dal Dizionario dell'insolito di Andrè Gaspard e
dedicato a coloro che pur desiderando un figlio,
lottano inutilmente.

sabato 25 luglio 2009

La Ninna Nanna

O sonnu, sonnu veni
veni a cavallu e non veniri a pedi

Queste parole, sono forse tra le prime parole che si sono fissate nella mia mente.
Era così infatti che iniziava la ninna nanna che mia madre a volte cantava per
farmi addomentare.
Sono passati da allora più di cinquant'anni e ritrovare per intero il testo dell'interamelodia, mi ha procurato una certa emozione ed è quindi con piacere che lo riproduco
fedele nella sua forma originale.

O sonnu, sonnu veni
veni a cavallu e non veniri a pedi
O sonnu veni a pigghiatillu
dumani a mezzujornu portamillu
u fugghiuzzu miu voli dormiri,
voli dormiri, voli ripusari.
Mammata ti fici unu lettu di rosidormi figghiu miu e ti riposi
mammata ti fici unu lettu de menta
o geniali meu dormi e t'addurmenta
mammata ti fici unu lettu di sciuri
dormi figghiu beddiza d'istu cori.

Il potere della ninna nanna può essere illustrato da mille esperienze, personalmente ricordo commosso un fatto accaduto all'interno di un pulman .Lo ricordo con piacere, perchè in questo caso il protagonista dell' episodio è un padre. Ecco in breve quanto accadde.
Un giorno un giovane salì sull'autobus con in braccio una bambina che strillava e si
dimenava. Faceva fatica a reggerla. La piccola gridava con quanto fiato aveva in
corpo, e l' uomo era ben consapevole degli sguardi infastiditi degli altri passeggeri.Quando finalmente si sedette, il giovane padre, tenendo fermamente fra le braccia la bambina che urlava, le parlò con voce bassa e tranquilla. 'Jenny, tesoro', disse, so come ti senti. Hai tanta fame e sei stanca. E' terribile. Sei confusa e non puoi smettere di piangere. So che non puoi fare a meno. Lascia che ti culli. Ti prometto che presto saremo a casa, e ti metterò a letto e ti canterò la ninna nanna. Si povera piccola, so che non puoi fare a meno di piangere.
Che effetto ebbe la tenerezza di questo padre per la sua bambina? Dopo pochi minuti, la bambina esausta recepì il messaggio di comprensione del padre e si calmò, si mise a succhiare il pollice e si addormentò. Le dolci parole del padre e la promessa della ninna nanna avevano fatto il miracolo.

sabato 18 luglio 2009

I Lunghi Pergolati Della Vite

Mi presti un foglio? Avevo dimenticato il quaderno a casa e confidavo nella comprensione del mio compagno di banco.
Domenico prese il suo quaderno, lo aprì al centro e staccò due fogli per un totale di quattro pagine.
La parola "pagina", identica alla forma latina, in origine significava " filare, pergolato di viti, poi colonna di scrittura, foglio, opera.
Nell' uso "pagina " è andata oltre il fatto di indicare ciascuna delle due facciate di un foglio isolato o facente parte di un giornale, di un libro, di un quaderno.
A queste variazioni appartiene l' espressione" pagine gialle" che ricalca l' inglese d'America " Yellow pages".
Quanto alla" terza pagina", parte di un giornale dedicata agli articoli di cultura, l' inizio fu sul "il Giornale d'Italia" diretto da Alberto Bergamini, il 10 dicembre 1901, giorno successivo alla prima rappresentazione al teatro Costanzi di Roma della tragedia " Francesca da Rimini" di Gabriele D' Annunzio, ispirata a Dante.
Secondo alcuni l'uso di pagina fu istituito da Giulio Cesare che, nelle sue lettere al Senato, aveva l'abitudine di collegare i fogli numerati uno accanto all' altro secondo il sistema moderno, invece di unirli in forma di lunga striscia per farne un rotolo o volume.Festo segue invece un altra spiegazione: i Romani, per scrivere, usavano piccole piastre di piombo, cioè tavolette dette pugillares, di forma oblunga, di legno di cedro, di bosso o di avorio e ricoperte di cera bianca o colorata, sulle quali imprimevano le parole (pangebant versus) con un punzone di ferro (lo stilo).
E siccome un tempo si usava scrivere su una sola faccia della carta, pagina significò anche facciata.

Resta il fatto che quel giorno a scuola, scrissi forse il tema più bello che possa ricordare. Il senso di gratitudine che provavo per la bontà altrui fece sgorgare nel mio cuore le parole più appropriate per descrivere un giorno in campagna e poi ..... lessi e rilessi quei pensieri impressi sulla carta e ogni pagina era un canto di parole che allietavano la mia anima..... E intanto vedevo " I lunghi pergolati della vite come luogo ideale per la scrittura.

sabato 11 luglio 2009

Il Pessimismo e la Depressione

Quando da ragazzo leggevo con entusiamo " I Viaggi di Gulliver " non sapevo nulla del suo autore, ma di recente ho imparato che Jonathan Swift fu il più corrosivo pessimista della letteratura inglese.
Era così angosciato d' esser venuto al mondo, che vestiva di nero e digiunava il giorno del suo compleanno, eppure nella sua disperazione, questo tremendo pessimista lodava il grande potere rigenerante dell' allegria e della felicità." I migliori medici del mondo," diceva sempre, " sono Dottor Cibo, Dottor Quiete e Dottor Alllegria.
Il pessimismo è spesso fedele compagno della depressione. Il mondo è pieno di persone che soffrono e che vanno alla ricerca di qualche possibile soluzione per i loro malesseri. L'argomento è sulla bocca di tutti, c'è chi ne parla in toni scherzosi come l'attrice Jessica Lange che a suo dire " Conosce solo due sistemi per combattere la depressione: la cioccolata e il tempo. Insieme fanno miracoli." In realtà chi è veramente depresso soffre sul serio. Il dolore non è affatto immaginario, nè viene simulato solo per attirare l'attenzione." La depressione, scriveva Carl Gustav Jung è come una signora in nero. Quando appare, non cacciarla, ma invitala alla tua tavola e ascolta che cosa ha da dire"
In verità, spesso è difficile diagnosticare la depressione, perchè il soggetto può anche accusare sintomi fisici, ma quando qualcuno afferma d'essere depresso e si vede che sta perdendo qualsiasi interesse per la vita, va preso sul serio. In altre circostanze, si tratta invece di capire. Una madre per esempio, notò che la voce della figlia era spenta. Sembrava la voce di una che è depressa ha spiegato. Anche se lei non si lamentava, il tono della voce diceva molto chiaramente: " Ho bisogno d'aiuto". Certo in questo caso non era abbastanza fare un entusiasmante discorso alla ragazza dicendo che è grande, piuttosto chi è depresso spesso tende a ignorare tutte le sue buone qualità, perciò può essere utile portare alla sua attenzione le sue doti e le sue capacità.
Un individuo può chiudersi nei suoi silenzi, (apparire ermetico) o come affermò un altra donna non sopportare nemmeno il pensiero di vedere qualcuno, è quindi grata al marito che in quel periodo non permetteva a nessuno di sovraccaricarla. Fungeva per così dire da paraurti. "Seguendo le istruzioni del medico ogni giorno facevamo delle passegiate e lui mi era accanto. Si camminava a volte a piedi nudi e avevo la sensazione che tutto questo influisse sul nostro umore, mentre cresceva la gioia per la vita".

In altri casi, le donne in particolare, si è inclini ad abbandonarsi alla terapia dello shopping. La signora Jenny Stringer di Minneapolis (Minnesota) sul consiglio del marito è rimasta a casa per alcuni giorni dal lavoro, in modo da rimettersi da una lieve forma di depressione. Durante quel breve periodo di riposo, però è rimasta letteralmente affascinata dalle televendite quotidianamente trasmesse da diverse reti televisive: ha ordinato merci d'ogni genere per un importo pari a oltre 60 milioni delle vecchie lire. Quando il marito venne a conoscenza della cosa fu preso dal panico (E' interessante ricordare a tale proposito che il termine panico deriva dal nome del dio greco Pan. Dall' aspetto di un demone, con corna e piedi di capra, egli amava riposare nei boschi nelle ore più calde: chi aveva la sventura di svegliarlo veniva terrorizzato da urla così spaventose che in certi casi il dio fuggiva per la paura da lui stesso provocata). Certo le situazioni possono essere molteplici, come diversi possono essere i consigli e le vie da seguire. Mentre è sempre profittevole farsi guidare da un medico competente, tuttavia anche il sostegno che si può ricevere da quanti ci vogliono bene non è da sottovalutare. E' importante infatti, avere qualcuno a cui potersi rivolgere e con cui condividere le cose che ci fanno soffrire.

-La parola ermetico con il significato di " chiuso, impenetrabile", ha origine dal nome del mitico dio Ermete. A questa divinità greca, corrispondente al Thot egizio, dio di tutte le scienze occulte, erano attribuiti non soltanto libri di oscura interpretazione, ma anche l'abitudine di sigillare le ampolle di vetro fondendone i bordi delle aperture, in modo che restassero appunto.... ermeticamente chiuse.

sabato 4 luglio 2009

Appunti Dalle Vacanze

Finalmente al Mare!
E' il secondo anno consecutivo a Rimini, ma nei miei occhi non c' è solo la spiaggia e il relax, piuttosto ho in mente le diverse escursioni che possono arricchire il mio bagaglio culturale.
Prima meta Frasassi. Ho scoperto le Grotte circa vent'anni fa, mentre percorrevo la strada che
porta a Fabriano e da allora mi sono rimaste nel cuore. La prima sala, la più grande è detta " La Grande Grotta del vento" ed è stata scoperta nel 1971. L'interno potrebbe ospitare il Duomo di Milano, si perde il senso delle misure e la visione è fantastica. Il percorso turistico permette la visita attraverso le 5 sale principali coprendo un km e mezzo dei 20 esplorati fino ad oggi impiegando poco più di un ora. Uno spettacolo naturale da togliere il fiato.Domenica 21 Giugno sono a Rimini. Già l' anno scorso avevo fotografato il Ponte romano e l'Arco di Augusto, questa volta tutta l'attenzione è rivolta alla Domus del Chirurgo.
Straordinario è il corredo di strumenti chirurgici ( il più ricco oggi conosciuto nel mondo romano) e dell' attrezzatura per la preparazione dei farmaci ( dai mortai, alle bilance, ai vasetti con l'indicazione del contenuto). E poi i mosaici, tra cui l'ingresso delle navi in porto.
La Domus
comprendeva l'ambulatorio ( taberna medica) articolato in uno studio e in una stanza per i ricoveri.
A 30 metri il Museo ospita tutti gli oggetti ritrovati, mentre al terzo piano offre una magnifica Pinacoteca da non perdere. Ravenna è la mia terza escursione. I mosaici bizantini li ricordo ancora dai libri di scuola.
La Basilica di San Vitale è imponente e i cortei di Giustiniano e Teodora sono splendidi. Nel complesso è visitabile anche il Mausoleo di Galla Placida dove c'è da perdersi tra le innumerevoli stelle della cupola.

Si narra che Cole Porter abbia composto la famosa Night ant day pensando proprio al suo cielo stellato. E poi il Battistero degli Ariani, la Basilica di San Apollinare Nuovo con la processione dei Re Magi e la tomba di Dante, è insomma il trionfo dell' arte.
Mi sento appagato per tutte le cose viste nell'arco di pochi giorni, eppure trovo ancora il tempo per un salto a San Marino.
Casualmente incontro Bruna e Katia, ( sono mamma e figlia) che avevo conosciuto a Ravenna e con loro visito la Cava dei Balestrieri, il Palazzo del Governo, assistiamo al 'Cambio della

Guardia' e infine una marcia all' ultimo respiro per arrivare al Museo delle Armi Antiche e allo splendido panorama che i torrioni offrono.
Ritorno a casa soddisfatto. Il sole, il mare la spiaggia sono la nostra vita, ma gli splendidi capolavori dell' arte ci fanno sognare.

sabato 6 giugno 2009

Parenti Serpenti?

Il tema prende ispirazione da una pellicola del 1992 ambientata in Abruzzo nel periodo delle festività natalizie. A casa dei nonni Saverio si riunisce la famiglia composta da 4 nuclei familiari. Durante i festeggiamenti, i due anziani coniugi chiedono ai figli di prendersi cura di loro in cambio dell' eredità. I figli non sembra essere daccordo.
Inizialmente cercano di convincere Alfredo, l' unico fratello che non è ancora sposato, a occuparsi degli anziani genitori.Dopo che Alfredo rivela ai fratelli di essere gay e di convivere da diversi anni con un uomo, si scatena una vera e propria guerra fratricida senza esclusione di colpi, per decidere chi dovrà occuparsi degli anziani genitori. Alla fine, di comune accordo, decidono che è meglio sbarazzarsi dei genitori uccidendoli con una stufa a gas manomessa per esplodere il giorno di capodanno. I colpevoli saranno scoperti?

"Guàrdate da li parente", scriveva molto tempo fa Iacopone da Todi e i diversi proverbi che si possono trovare sull'argomento, non fanno altro che confermare tale avvertimento
-Chi aspetta aiuto dai parenti aspetta fino a quando gli cascano i denti/ Origine ligure
-Chi ha un amico ha qualcuno, chi ha parenti non ha nessuno/ Origine veneta
-I parenti sono come lo stivale, più sono stretti e più ti fanno male/ Origine lucana
-Si ricordò ciò che diceva Don Fabrizio: ogni volta che s'incontra un parente s' incontra una spina.Tomasi Di Lampedusa/Il Gattopardo
Leggo quindi con piacere la descrizione di Antonio Rodari ai tre figli, 1979. Da " La camomilla ha sconfitto il male", Rizzoli
La mamma Lella è veramente il dono più grande che il Signore mi ha dato nella vita. In questi giorni mi sa infondere un grande coraggio e affronta tutte le difficoltà con grande tranquillità. Il nonno Luigi ha risfoderato la grinta dei bei tempi e come sempre di fronte alle difficoltà reali ha ritrovato un grande equilibrio. La nonna Maria prega in silenzio. La zia Nini sta dimostrando ancora una volta il suo grande affetto per me che io non merito affatto. La zia Angela in questi giorni si è subito rimboccata le maniche per aiutarci e vi fa un pò da mamma quando la mamma Lella è impegnata con me. Vi ha addirittura tagliato i capelli e so che tutte le sere vi lava le gambe con la spugna ruvida. La nonna Eugenia, che nella sua vita ha superato grandi difficoltà, è pronta a dare a voi e alla mamma ogni aiuto possibile. Lo zio Franco trova modo di telefonarmi quasi ogni sera e lo zio Giorgio sta dimostrando una grande disponibilità. Ha addirittura rinunciato a un giro sul lago in quella specie di vasca da bagno che lui chiama barca a vela per tentare di aggiustare le vostre sgangherate biciclette....

E il film di cui abbiamo parlato all' inizio?Dovete sapere che la voce narrante del film è un bambino, si chiama Mauro ed è proprio lui, nel tema di fine vacanza letto a voce alta in classe, a rivelare il crimine, scrivendo che la stufa incriminata non era difettosa perchè vecchia, dal momento che era stato un regalo fatto la mattina stessa dai suoi parenti.