
A Drobeta-Turnu Severin, in Romania, un bambino di otto anni ha cercato di rimuovere dall'orecchio del fratellino una bilia che vi era rimasta incastrata, spingendola dentro con una matita.
Il piccolo ha poi spiegato alla madre: "La maestra mi dice sempre che quello che mi entra da un orecchio mi esce dall' altro, così ho pensato che si potesse far uscire la biglia dall' altra parte...." Per rimuovere la pallina è infine intervenuto un chirurgo.
Anche mia madre, come la maestra del racconto, era solita dire che quando parlava andava ascoltata e che le cose non dovevano entrare da un orecchio e uscire dall'altro, anche perchè le spiegava una volta soltanto e non doveva ripetersi, anzi per essere più precisi, spesso non parlava neanche, in quanto sosteneva ci si doveva capire solo con gli sguardi.
Con un educazione di questo tipo c'era poco da scherzare, la cosa migliore era collaborare con la direttiva impartita e cercare di prevenire eventuali situazioni a rischio.
I risultati erano notevoli, e penso all' occasione in cui c' erano diversi ospiti, e un mio fratellino si attardò in cucina, quando tutto era già pronto. 


Raggiunto da mia madre, il piccolo spiegò che si era accorto che a tavola mancava un piatto, e non volendo creare imbarazzi aveva preferito appartarsi. In risposta ci fu un abbraccio e le dolci parole di una madre distratta che nella fretta aveva dimenticato un piatto.
Certo oggi in molti casi c' è un educazione diversa e i fatti di ieri possono risultare sorprendenti, ma è in questo modo che siamo cresciuti e credo che ognuno nella sua epoca potrebbe raccontarefatti e situazioni particolari del proprio tempo, per esempio, quando Leopardi ebbe l' età della prima Comunione e andò in chiesa per confessarsi , accanto al sacerdote prese posto anche sua madre: la donna, infatti, aveva la pretesa di conoscere ogni sua manchevolezza, per poter intervenire e correggerla.
Peggio capitò al figlio di Vespasiano Gonzaga, in relazione al quale merita davvero una visita il palazzo ducale di Sabbioneta. Il ragazzo tornando a casa incrociò il padre in compagnia di alcuni ospiti, andò oltre senza togliere il cappello e salutare come l'usanza del tempo voleva. Per tutta risposta il padre le assestò un calcio così violento da risultare fatale, e quando fu chiesto all' uomo il perchè di tutto questo, rispose che si era sentito così umiliato davanti ai suoi ospiti per l' attegiamento irriverente del figlio, da non riuscire a padronegiarsi.

In quanto a me non ho mai avuto molti giocattoli, le bilie tuttavia non mancavano mai e li ho sempre guardati affascinato, con gli occhi di un bambino che si perdeva nei colori di quel mondo.
E' il tempo dei ricordi, e oggi i ricordi sono amari perchè ci riportano al tempo dell' orrore, quando milioni di persone morirono perchè ebrei o perchè non in linea col regime nazista.
Rinunciare a lavarsi quotidianamente è il primo scalino della disumanizzaione , ma poche se ne rendono conto. Invece di lavarsi, molte preferiscono arrivare presto all' appello per trovare posto al centro e non rimanere all' esterno delle file dove è facile buscare gli schiaffi della blockowa quando passa in rassegna il suo gregge prima dell' arrivo dell' Aufseherin o attirare l' attenzione dell' Aufscherin, del suo frustino o dei suoi cani.

Mi comprai una bella cassa da morto, la feci caricare sulla nave e spiegai al personale di bordo che se fossi morto durante il viaggio avrebbero dovuto mettermi nel comparto frigorifero e riportarmi a casa nella mia bara. Niente funerale in mare. Così mi misi in viaggio. Nel momento stesso in cui salì a bordo stranamente cominciai a sentirmi meglio. Gradualmente smisi di prendere le polveri alcaline e di farmi il lavaggio dello stomaco col tubo di gomma. Ben presto cominciai a mangiare tutti i tipi di cibi, perfino strani piatti indigeni che a giudizio dei medici avrebbero dovuto mandarmi dritto all' altro mondo. ... Me la spassavo allegramente come non mi era più capitato da anni. Attraversammo monsoni e tifoni che avrebbero dovuto uccidermi, se non altro dallo spavento. Mi cimentai in tutti i giochi di bordo, cantai, strinsi nuove amicizie, restai alzato fino a tarda ora. Quando arrivammo in Cina e in India, mi accorsi che le preoccupazioni d' affari e i crucci che mi avevano angustiato a casa erano rose e fiori in paragone alla miseria e alla fame che devastavano l'oriente. Misi al bando le mie stupidi preoccupazioni e mi sentì meglio. Al mio ritorno a casa, ero ingrassato di 40 chili. Mi ero quasi scordato di aver un tempo sofferto di ulcera. Non mi ero mai sentito meglio in vita mia. Ritornai al lavoro e da allora non mi sono fatto più nemmeno un giorno di malattia."
Afferma: "Quando sbaglio me ne accorgo, ma è il mio carattere. Ammetto l'errore ma non mi scuso. Mai chiedere scusa...." Certo ognuno è libero di fare come crede, ma per una migliore comprensione non è meglio usare quel calore che certe parole sanno trasmettere? Sono convinto che parole appropriate e azioni amorevoli rendono le persone amabili e quanto è bello parlare con persone che sanno trasmettere quel calore umano di cui tutti abbiamo bisogno. Forse conoscete quella favola dove il vento e il sole litigano su chi fosse il più forte.
Il vento diceva:" Te lo proverò, sono io il più forte. Guarda quel vecchio laggiù con l' impermeabile, scommetto che glielo toglierò prima di quanto riusciresti a fare tu."Così il sole andò dietro a una nuvola e il vento soffiò fino a diventare un tornado, ma più forte lui soffiava più stretto il vecchio si teneva il suo impermeabile. 

Considerate l'esperienza di Borghild Dahl, una donna che fu praticamente cieca per circa 50 anni." Avevo un occhio solo", scrive " ed era talmente coperto da cicatrici che per vedere non mi restava che che una piccola apertura nell' angolo sinistro." A casa leggeva tenendo il libro a caratteri giganti così appiccicato alla faccia da spazzolare le pagine con le ciglia. Questo non le impedì di prendere due lauree, una all' University of Minnesota e una alla Columbia. Cominciò a insegnare nel piccolo villaggio di Twin Valley, nel Minnesota per diventare poi professoressa di giornalismo e letteratura all'Augustana College di Sioux Falls nel South Dakota. Lì insegnò per tredici anni, tenendo conferenze in circoli femminili e parlando alla radio su libri e autori. " In fondo al mio cervello," scrive, " faceva sempre capolino la paura della cecità totale. Per vincerla, cercai di essere allegra, prendendo la vita dal lato buono." Poi, nel 1943, quando aveva ormai 52 anni, un miracolo: un operazione alla celebre Mayo Clinic. Le sue facoltà visive aumentarono del quaranta per cento. Un nuovo mondo di emozioni si aprì dinanzi a lei. Trovava appassionante persino lavare i piatti nel lavandino della cucina. "Cominciavo a giocherellare con l' acqua spumosa dei piatti," scrive. "Vi immergevo le mani e le alzavo grondanti di piccole bolle di sapone. Le sollevavo contro luce, e in ciascuna bolla potevo scorgere le tinte radiose di un arcobaleno in miniatura."
Guardando fuori della finestra, al disopra del lavandino, vedeva " le ali grigie e nere dei passeri in volo attraverso spessi fiocchi di neve." La vista delle bolle di sapone e dei passeri la estasiava talmente che chiuse il libro con queste parole:" Signore, Nostro Padre dei cieli, Ti ringrazio, ti ringrazio.
Ripensando all'accaduto, mi rivedo bambino, quando facevo la fila davanti alla fontana pubblica, con diversi recipienti, (bumbuli e quartare) per portare a mia madre l' acqua necessaria ai bisogni della casa. Certo le condizioni sono diverse da luogo a luogo e ancora oggi c'è chi si vede costretto ad attraversare la casa, chi un intero deserto, e tutto per un bicchiere d'acqua. (così ha scritto l'ecologista americano Amory Lavins).

Era un esempio da applicare per una lettura corretta, rispettosa della punteggiatura. Per noi ragazzi leggere bene era importante, in vista della gara di lettura in programma tutti i lunedì che il maestro seguiva con estremo interesse, e dal suo voto dipendeva alla fine il posto che si andava a occupare per l' intera settimana.
Donne al volante pericolo costante.
Davvero una lezione di cattivo esempio. Storia antica? Proprio di recente mio figlio è stato tamponato in autostrada da una donna, che invece di assumersi le sue responsabilità, ha cercato di fuggire. Come se non bastasse, quando è stata raggiunta, ha esibito un tesserino , identificandosi per una poliziotta. Da un indagine fatta presso le autorità competenti si è scoperto che il documento non solo è falso, ma che la donna ha altri precedenti. E' scattata la denuncia..... Ovviamente ci sono autisti e autisti. Col tempo infatti mi sono reso conto che tra gli autisti bravi o negligenti c' erano sia uomini che donne, e fu proprio una donna a darmi molti anni fa le prime lezioni di guida, e se non fosse stata per la sua determinazione e la sua costanza, difficilmente avrei preso la patente.