sabato 25 aprile 2009

Senza Parole

Un frontale fra due macchine da rally. Bilancio:un morto e tre feriti. Si tratta di un incredibile incidente successo ieri pomeriggio sul Monte Pora, due sole auto sul tracciato, un impatto terribile. Un team rally aveva da tempo chiesto l'autorizzazione per chiudere la strada nella zona di Vareno, sul Monte Pora, per poter provare le gomme delle due auto, due Renault Clio in assetto da rally. Un collaudatore, un navigatore e due meccanici hanno pranzato a Vareno, località del monte Pora, e poi i quattro sono scesi dalla montagna su due macchine diverse.Su una si sono sistemati il collaudatore Ludovico Locatelli, 42 anni di Valbrembo, esperto e conosciuto pilota di rally; con lui il navigatore. Sull' altra due meccanici. L'auto da corsa è arrivata al fondo valle in pochi minuti, ha invertito la rotta e ha ripreso la salita. Ma proprio in quel momento scendevano ancora i due meccanici, all'altezza di una doppia curva: le due auto si sono trovate una di fronte all'altra e vano è stato il tentativo di frenare per evitare l'impatto. Lo scontro tra le macchine, lanciate a più di 100 all'ora le ha distrutte entrambe. A poco è servito a Locatelli e al navigatore essere imbragati, col casco e in assetto da gara. Il primo è morto, mentre il secondo è in condizioni gravi, ricoverato in prognosi riservata all' ospedale di Bergamo. I due meccanici si trovano invece all'ospedale di Clusone e riportano fratture su tutto il corpo. " Ti ringrazio Signore per avermi dato un marito che ha amato me e i miei figli così, tra le lacrime la moglie Silvia ha voluto ricordare nel giorno del funerale il proprio marito."
N.B. L' incidente qui descritto è avvenuto quasi sei anni fa, oggi come allora rimango senza parole.

lunedì 20 aprile 2009

Un mondo di Carta

Mio padre, insegnante in pensione, ha sempre avuto la passione ( forse la mania) della carta stampata. Ritaglia gli articoli che considera importanti di quotidiani, settimanali, mensili, dossier, riviste specializzate. E li conserva. Il problema è che non butta via nulla. I suoi ritagli occupano ormai ogni angolo della casa e mia madre è disperata. Il paradosso è che, quando vuole rileggere un articolo, non riesce a trovarlo in questi cumuli disordinati. Il suo tentativo è tenere tutto sotto controllo, come fa anche con noi. Ma è una pretesa assurda. Gli ho anche consigliato di visitare i siti internet dei quotidiani per consultare le varie annate, ma lui non ama il computer e sostiene che la carta stampata è tutta un'altra cosa.- Maria

Leggendo questa lettera, anch' io mi sono in parte identificato col padre di Maria e col suo amore verso la carta. Condivido la sua affermazione quando dice che la carta è qualcosa di diverso e trovo rilassante conservare quegli articoli che possono essere utili per un ulteriore lettura. Da tempo quindi conservo vari articoli che catalogo seguendo un ordine alfabetico, in modo tale che all'occorenza possono essere rintracciabili in breve tempo.

Tuttavia qualche anno fa, ho accettato anche se a fatica , il consiglio di mia figlia di consultare i giornali attraverso internet. Ho così sospeso l'acquisto del quotidiano che durava da molti anni e ho cominciato a consultare oltre l'Ansa alcuni giornali, un operazione a cui dedico circa 30 minuti al mattino, compreso la stampa di qualche articolo di particolare interesse.Certo devo ammettere che la carta ha il suo peso in tutti i sensi, ed ecco un fatto di cronaca che mi ha fatto riflettere.

La notizia è venuta alla ribalta a causa di un soffitto che un giorno ha ceduto. L'inquilino del piano inferiore è rimasto ferito e ha chiamato i vigili del fuoco i quali hanno stimato in 13 metri cubi la carta che ha provocato la caduta dell'intonaco. L' appartamento di cinque locali era letteralmente zeppo di giornali: carte e pubblicazioni stipate dal pavimento al soffitto.
In una camera era impossibile entrare. Tuttavia più probabilmente la carta ha causato della condensa che è filtrata nel pavimento provocando alla fine il distacco dell'intonaco.Il proprietario dell appartamento si è giustificato dicendo:" Mi piace molto leggere e così ho accumulato negli anni una valanga di carta. Ma non sono mica pazzo. Da quando c'è la raccolta differenziata non sono più riuscito a smaltire i giornali perchè il cassone più vicino è a 200 metri da casa".

Dopo aver letto l'articolo , ho trasferito l'archivio al piano terra per una maggiore sicurezza.

sabato 18 aprile 2009

Stranezze

Diversi anni fa, ho conosciuto Sergio. Poteva avere sui vent'anni allorchè si è trasferito con la sua famiglia da Milano nella zona dei Laghi.
All' inizio dava l'idea di godere buona salute, poi nel tempo divenne sempre più evidente che in lui c'era qualcosa che non andava. Appariva strano e strani erano i ragionamenti che proponeva agli amici. Una volta per esempio si mise a spiegare di come avesse stabilito un orario per ogni cosa , compreso il tempo in cui recarsi in bagno, quanto tempo starci e quando uscire. E si atteneva a quanto stabilito con una scrupolosità incredibile. La stessa regola valeva per quando doveva salire in macchina, sia che guidasse lui o qualcun altro c'era un orario in cui salire e se l'orologio segnava qualcos'altro allora aspettava.
In seguito, insieme alla sua famiglia si è trasferito in Liguria e per qualche tempo si sono persi i contatti, ma proprio di recente ho saputo che la situazione di Sergio è peggiorata, tanto da rendersi necessario un ricovero in una struttura adeguata.
Ho ripensato a lui in questi giorni , leggendo un fatto realmente accaduto a un altro giovane di 22 anni che nel suo caso era affetto dall' irresistibile impulso di lavarsi centinaia di volte al giorno.
Una situazione disagevole che lo faceva soffrire, tanto che nel tempo il disturbo degenerò fino al punto di spingere questo giovane a togliersi la vita.
Ecco ciò che avvenne:" Si è infilato in bocca la canna di un fucile calibro 22 e ha sparato, colpendo il lobo frontale sinistro del suo cervello". Invece di morire, il colpo in effetti ha asportato quella parte del cervello che si credi regoli il comportamento ossessivo, riferiva il dott. Leslie Solyom nel British Journal Psychiatry. Liberatosi dal suo comportamento coatto, il giovane ha trovato un nuovo lavoro e attualmente frequenta l'università.
Che dire? Nel suo caso è andata bene, ma certo il procedimento non è consigliabile.

martedì 14 aprile 2009

La Notte e i Terremoti

Mi soffermo sulla domanda di Angelo Sardella di Messina il quale si domanda :" Come mai i terremoti avvengono quasi sempre di notte?"
In realtà il terremoto può avvenire in qualsiasi ora del giorno e della notte. La verità è che sono dovuti al moto delle placche tettoniche e hanno la loro origine a chilometri di profondità sotto la crosta terrestre, dove fenomeni superficiali come la temperatura o l'alternarsi del giorno e della notte non hanno alcuna influenza. Tuttavia spesso il terremoto è percepito come un fenomeno legato alla notte. Questo potrebbe essere spiegato dal punto di vista psicologico con la diversa percezione degli eventi che si ha di notte, spazio dedicato al riposo nell' intimità della propria casa. Le scosse che di giorno passano quasi inosservate, di notte invece provocano risvegli allarmati accentuando la paura, mentre la capacità di reazione è rallentata. In altre parole, l'esperienza del terremoto, a parità di gravità, di notte è più traumatica, e perciò impressiona di più la memoria.Francesca Calcaterra residente a Tokio è rimasta invece piacevolmente sorpresa della risposta da parte dei giapponesi davanti al disastro e così scrive:" Come italiana residente a Tokyo da quattro anni, i giapponesi continuano ancora s tupirmi. Sono venuta a conoscenza del fatto che nei giorni successivi al terremoto in Umbria e Marche, parecchi giapponesi si sono presentati spontaneamente all'Ambasciata d'Italia per consegnare nel più discreto anonimato una busta con denaro a favore dei terremotati italiani. Tra questi un anziana signora, che quasi scusandosi , ha offerto una busta contenente la somma che aveva risparmiato per un suo viaggio in Italia ( circa otto milioni di lire) . 17 11 1997
Un altra storia significativa è quella di Shahrbanou Mazandarani, 97 anni che è stata trovata ancora viva sotto le macerie di casa sua, otto giorni dopo che il terremoto ha poverizzato la città iraniana di Bam, gioiello dell'architettura antica. A soccorerla sono stati i militari che giravano tra le rovine. Secondo alcuni racconti, sarebbero stati i cani delle unità cinofole di soccorso ad abbaiare..... A farle da scudo un mobile che, cadendole sopra, ha creato una sacca d'aria che le ha permesso di respirare. 4 1 2004
Chi addestra i cani al soccorso dice che questi animali hanno bisogno di trovare un certo numero di persone ancora in vita, altrimenti per la delusione possono rifiutarsi di proseguire il lavoro. Durante la ricerca delle vittime sepolte dalla bomba di Oklahoma City, una soccoritrice si accorse che il suo cane era depresso dai continui insuccessi e per incoraggiarlo sistemò un uomo vivo tra le macerie. Dopo averlo trovato l'animale riprese il lavoro con slancio.
Così batte un cuore di cane!.
Anche i nostri cuori sono toccati e non siamo indifferenti davanti al dolore di chi ha perso le persone care. Nello stesso tempo non possiamo non ammirare quanti pur avendo perso ogni cosa sono disposti a ricominciare. La loro forza è un esempio per la nostra vita.

giovedì 9 aprile 2009

Le scosse che ci travolgono

L'argomento di questi giorni è uno solo e accendendo la televisione o aprendo i giornali si è investiti da una marea di notizie, informazioni, particolari che ruotano intorno al terremoto che ha colpito l'Abruzzo e che al momento conta secondo le ultime stime almeno 274 morti.
Avendo vissuto in una zona sismica ,anch'io ho qualche ricordo legato a tali fenomeni. Con la mente ripercorro la strada del tempo e ritorno sui banchi di scuola. L' insegnante quel giorno, stava per iniziare la sua lezione di storia, allorchè fu registrata una scossa. Subito furono sospese le lezioni e fatto evacuare l'edificio che nei suoi diversi piani ospitava centinaia di studenti.Faccio in tempo ad arrivare a casa e il fenomeno si ripete. Con la mia famiglia ci precipitiamo all'esterno e rimaniamo per alcune ore in trepidante attesa. Non si registrano danni nè a persone nè a cose.... e quindi la vita riprende, ma il momento vissuto è stato fissato nella cassaforte dei ricordi. Vale la pena quindi leggere alcuni particolari in relazione a questi fenomeni che ci permetteranno di riflettere sulla gravità dell'evento.

-A uccidere non è il terremoto, ma la casa che crolla/proverbio dei sismologi.-Gli unici italiani che non hanno memoria del terremoto sono i sardi.
-Ogni anno, da dieci anni, la protezione civile manda ai comuni delle zone sismiche circolari che spiegano come attrezzare aree per eventuali roulotte e prefabbricati. Dopo il terremoto di Marche e Umbria si è scoperto che nessun comune di quelle zone ne ha tenuto conto.
-Gli stranieri che si trasferiscono in Giappone vengono subito sollecitati ad acquistare il kit di sopravvivenza, uno zainetto che contiene cibi e bevande in scatola. Ricevono anche informazioni sui punti di raccolta e sulle procedure di salvataggio che saranno diramate in caso di terremoto da radio e televisione.
-Durante il terremoto di San Francisco del 1906, una mucca cadde a testa in giù in una spaccatura apertasi improvvisamente nel terreno,che si richiuse di colpo,lasciando visibile soltanto la coda dell'animale.
-A Kukui , in Giappone , nel 1948 una fessura si aprì e si richiuse,schiacciando a morte una donna.-Singolare invece la storia del sig.Ballato, immigrato siciliano che "attirava i terremoti" scappato da Messina nel 1908 perchè aveva perso tutto e tutti a causa del terremoto che distrusse la città, aveva pensato quindi di immigrare in America scegliendo San Francisco, ma dopo poco più d'un anno avvenne un altro terribile terremoto che distrusse anche quella città.-Nel 1995, i centralini della Polizia londinese vennero letteralmente mandati in tilt da un sovraccarico di telefonate: centinaia di abitanti
allarmati spiegavano di avvertire scosse di terremoto e chiedevano precise informazioni sul sisma. Risultò invece che il tremore del suolo era causato dalle decine di migliaia di spettatori che ballavano e saltavano tutti insieme al concerto degli Oasis, quella sera in corso nel quartirere di Earls Court.
-C' è chi in segno di sfida mette in vendita magliette con le date del sisma e la scritta: Sono sopravissuto.-La scienza che studia i movimenti della crosta terrestre si chiama tettonica, dal greco tektonikè," l'arte di costruire", indica il modo in cui la crosta terrestre si autocostruisce.
-Donatella, 32 anni di Foligno, era in stato di incoscienza da 30 giorni. Ha cominciato a parlare, svegliata da una scossa del settimo grado.

-Ho perduto tutto.Ero felice,ero quasi ricco: ho perduto mia madre, mia moglie, tre figliole belle come il sole, la mia casa tutto... non ho più nulla. Io solo sono scampato, con questi cenci che ho indosso, sono rimasto tre giorni a piangere sopra le macerie, a scavare per tirare fuori le mie creature, per vederle ancora. Poi mi hanno mandato via, mi volevano arrestare, mi avevano preso per un ladro...L' altra notte ci sono ritornato; ho dormito sulle pietre della mia casa. Non avevo più dormito da quella notte... C'è un muro ancora in piedi che da un momento all'altro andrà giù. Ho sperato che cadesse e seppellisse anche me... Ma non è caduto. Al mattino mi hanno mandato via un altra volta... Sono scappato per non commettere un delitto. Non so da quando vado girando quassù per la campagna, dormo per terra, sotto gli alberi, come il bestiame, o in qualche capanna, con altri pezzenti come me....
Da un messinese scampato al terremoto a Guelfo Civinini, 1909 Tratto da " Giorni del mondo di prima", Mondadori

-Sono un terremotato di Camerino e vorrei chiedere al sottosegretario alla Protezione civile Barberi di ripensare alla frase pronunciata nella mia città " Benedirete il terremoto", a proposito dei fondi assegnati per la ricostruzione post-terremoto.
Non esistono cifre che possano ripagare i morti e il terrore che continua a provocare il sisma ormai da più di sei mesi nelle zone dell'Umbria e della Marche. Come si può benedire il terremoto? 16 04 1998

sabato 4 aprile 2009

Una single pentita

A 34 anni ho deciso di tornare da mia madre. Sono uscita da casa appena laureata, dieci anni fa. Allora avevo grandi progetti : parlare e tacere a piacimento, mangiare davanti alla televisione, telefonare a tutte le ore, invitare le amiche, ricevere possibili partner per cenette intime al lume di candela. Insomma tutti quei piaceri che di solito si attribuiscono alle single. La realtà? Un autentica delusione fatta di cibi precotti, amiche frettolose, spesa al supermercato e bucati da stendere. Mia madre invece, rimasta sola, se la cava benissimo. E' efficiente, organizzata, trova tempo per tutto ed è sempre serena. Perchè allora non mettere insieme le mie carenze e le sue risorse? Rosy
Ecco un ulteriore dimostrazione che nella vita le cose non sempre vanno come ce li immaginiamo.

A volte prevale in noi una visione poetica che però si scontra con la realtà di tutti i giorni. Si rimpiange il passato e intanto la vita va avanti e Itaca è irrangiungibile. C' è la necessità di tracciare una nuova rotta, ma non sempre abbiamo la forza per seguirla, ma anche se i venti avversi soffiano contro di noi e i mostri delle profondità marine vorrebbero banchettare a nostre spese c' è sempre nella vita una brezza favorevole. Ascoltate! qualcuno ha avvistato la terra ed è la fine di un viaggio interminabile, un incubo si dissolve con la luce del giorno e allora ci sentiamo padroni del mondo e la vita pulsa in noi con una forza incredibile.
Riprenderemo a viaggiare con le nostre paure e le nostre speranze. Ci sentiremo invincibili e navigheremo fino alle Colonne d'Ercole. Ci incontreremo alla fine del mondo. Non senti il rumore dell' acqua che si infrange sugli scogli? Emerge la verità del poeta " Tu che cammini, non c' è cammino/ Il cammino si compie andando.

L' esperta risponde :"Dopo anni di indipendenza, più faticosa che gratificante, ricominciare a vivere nella famiglia d'origine può essere comodo.Ma è probabilmente rischioso. Forse non è il caso di precipitare le cose. Trasferisciti gradualmente. Avrai così modo di verificare se la vostra convivenza, sottoposta al logorio della quotidianità, regge in modo accettabile."