Si poteva infatti leggere e non capire, succedeva ieri, succede oggi.
Tutto questo calza a pennello quando si considera quanto accadde dieci anni fa alla signora Alessandra Sgarella, che rapita a Milano fu portata dai sequestratori in Calabria e tenuta prigioniera 266 giorni. Durante la prigionia le fu permesso di scrivere alla famiglia, ed è interessante quanto scrisse in una sua lettera datata 26 Maggio 1988. Segue il testo tratto da un quotidiano dell'epoca: "Alla fine del mese di Aprile mi è stato chiesto di intestare una Busta con l' indirizzO della persona che ci faceVa da tramite, ma non mi hanno detto cosA avrebbero scritto. Posso immaginare iL contenuto, sImile probabilmente a quello che non vi ho scritto a Marzo, ma non so se abbiate o no ricevuto quella lettera dal momeNtO che non rispondete."
Tutto questo calza a pennello quando si considera quanto accadde dieci anni fa alla signora Alessandra Sgarella, che rapita a Milano fu portata dai sequestratori in Calabria e tenuta prigioniera 266 giorni. Durante la prigionia le fu permesso di scrivere alla famiglia, ed è interessante quanto scrisse in una sua lettera datata 26 Maggio 1988. Segue il testo tratto da un quotidiano dell'epoca: "Alla fine del mese di Aprile mi è stato chiesto di intestare una Busta con l' indirizzO della persona che ci faceVa da tramite, ma non mi hanno detto cosA avrebbero scritto. Posso immaginare iL contenuto, sImile probabilmente a quello che non vi ho scritto a Marzo, ma non so se abbiate o no ricevuto quella lettera dal momeNtO che non rispondete."

Leggendo con attenzione si possono osservare nove caratteri in stampatello maiuscolo ,sparsi lungo lo scritto ,unendo i quali si ottengono le parole: "A BOVALINO".
In questo modo la signora Sgarella comunicava a suo marito la zona in cui era tenuta prigioniera.
Lo stratagemma sembrava così spudorato che gli investigatori -pur ampliando le ricerche in quell'area- non avevano escluso che fosse un depistaggio degli stessi sequestratori: che invece non se n'erano accorti.
Tutto questo fa riflettere, a volte abbiamo sotto gli occhi la svolta a un problema, ma la semplicità della soluzione non ci convince e allora...... ci complichiamo la vita.
E allora Il lettore usi discernimento. La vita infatti è come un libro che bisogna sfogliare e leggere per capire. In realtà lo sciocco lo sfoglia distrattamente, ma il saggio lo legge con molta attenzione ben sapendo che può leggerlo una sola volta.
Lo stratagemma sembrava così spudorato che gli investigatori -pur ampliando le ricerche in quell'area- non avevano escluso che fosse un depistaggio degli stessi sequestratori: che invece non se n'erano accorti.
Tutto questo fa riflettere, a volte abbiamo sotto gli occhi la svolta a un problema, ma la semplicità della soluzione non ci convince e allora...... ci complichiamo la vita.
E allora Il lettore usi discernimento. La vita infatti è come un libro che bisogna sfogliare e leggere per capire. In realtà lo sciocco lo sfoglia distrattamente, ma il saggio lo legge con molta attenzione ben sapendo che può leggerlo una sola volta.

3 commenti:
è vero quello che dici, molte volte
andiamo dritti come un treno che non ci rendiamo conto che la vita e i momenti belli scorrono velocemente e inesorabilmente, non rendendoci conto
che non si ha una seconda occasione!
Miky
ma quanto sei saggio!!!!!!!!!!!!!!!
questo aneddoto fa riflettere molto e bisognerebbe ricordarselo nel momento in cui ci poniamo dei problemi che non esistono e veramente ci complichiamo la vita per niente!!
a prestissimo un abbraccio ernestina
Ricordo bene questa triste storia,
riflettendo si può dire che la necessità aguzza l'ingegno.
Certo la creatività e la voglia di stare con le persone che ti vogliono bene, fa fare passi da giganti.
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