Certo per noi italiani la giornata comincia male, se già all' ora della cosiddetta prima colazione dobbiamo metterci a discutere, non su quanto caffè o quanto latte vogliamo nella mistura mattutina, ma con quante L la vogliamo. Bisogna avvertire che la grafia più corretta è quella con tre doppie: caffellatte. Bene, in genere i toscani preferiscono questa grafia, e invece per esempio i milanesi fanno volentieri a meno di una L.
E' mandato dalla Toscana un articolo a Milano, sul giornale trovammo il nostro caffellatte regolarmente scremato in caffelatte.
Da Luciano Satta agli italiani.

L'odore dal caffellatte mi fa ritornare bambino, quando l'appuntamento con la prima colazione voleva dire una scodella piena di questo liquido gustoso e nutriente e pane del giorno prima che immerso nel latte perdeva la sua durezza e diventava piacevole al palato. Da preferire ai biscotti, che in quegli anni non erano frolli e anche quando venivano immersi nel latte rimanevano duri.
Non c'erano neppure molte varietà di caffè, i miei erano affezionati al caffè Mauro che incontrava la loro approvazione e che offrivano volentieri agli ospiti.In contrasto, oggi il caffè più prezioso lo prepara lo zibetto.

Si chiama "kopi luwak", arriva da Sumatra ed è lavorato in un modo speciale. Spieghiamo il segreto, dal momento che parliamo di un prodotto rarissimo e costosissimo.

Il nome Kopi significa caffè, mentre luwak è un animale della famiglia dei maruspiali, una specie di zibetto, molto ghiotto di bacche del caffè. Le bacche vengono digerite e quindi espulse, mantenendo integro l' interno. In seguito vengono seccate, private dell' involucro esterno e torrefatte con cura. Il processo di digestione con gli enzimi dell' animale produce una speciale fermentazione nella bacca del caffè, che acquisisce profumi e sapori straordinari.
E' uno dei caffè più aromatici al mondo, molto concentrato, " cioccolatoso" con una caratteristica nota di rabarbaro inconfondibile. Lino's Coffee lo somministra nei suoi tanti punti vendita in Italia al prezzo di 5 euro la tazzina.
Bisognava arrivare a mezzogiorno, quando la famiglia era radunata al completo. Era l' ora della colazione.

La cucina di mia madre si basava in gran parte sui legumi e ogni giorno c' era un piatto diverso. Siamo cresciuti mangiando in ordine fagioli, lenticchie, piselli, fave e altro. L'esenzione arrivava alla domenica, che per l'occasione si faceva il sugo e si offriva carne, era il momento delle polpette che si divoravano con estremo piacere. Una colazione da re e una cena da poveri suggerisce il proverbio, ma che cosa significa la parola colazione?
Viene da Collatus, participio di conferre: portare insieme conforto, riunione, conversazione e ai suoi esordi indicò la refezione serale consumata dai monaci dopo un giorno di digiuno.
Ma anche nella lingua spagnola desayuno, in quella inglese breakfast, nella francese petit dèjeuner, la colazione significa rottura del digiuno. Ma oltre a rompere il digiuno ovviamente ci si preoccupa delle cose che si mangiano, infatti chi non bada a ciò che mangia difficilmente baderà a qualsiasi altra cosa, diceva Samuel Johnson.

Certo non posso non pensare al sig. Bill Chandler, dopo il fallimento della sua piccola azienda produttrice di cibo per animali di San Francisco, ha nutrito per sei mesi la propria famiglia con gli alimenti in scatola rimasti invenduti.
La moglie, essendo sicura che i prodotti del marito non contenevano alcun ingrediente nocivo, li ha utilizzati di buon grado per preparare i pasti, che ha distribuito tranquillamente anche ai figli.
E' curioso pensare che le scatolette ci portano a Napoleone il quale aveva un problema: nutrire la sue truppe dislocate sui vari campi di battaglia.

Per questo, indisse un concorso a premi, dotato di 12 000 franchi, per trovare il modo di preservare il più possibile i cibi. Nicola Appert, cuoco francese 1749-1821, sia pur a digiuno di microbiologia ( scienza che all' epoca, peraltro non esisteva), aguzzò l'ingegno ed ebbe l'intuizione vincente: scaldò dapprima il cibo (soprattutto carne) per sterilizzarlo, poi lo inscatolò in latte di metallo, togliendovi l'aria.
In questo modo (era il 1809) Appert vinse il premio di Napoleone ed entrò nella storia delle grandi idee. Soltanto 50 anni dopo , Pasteur inventerà la .... pastorizzazione. Oggi, ogni anno, vengono prodotte e vendute oltre 200 miliardi di " scatolette " di cibo.Ma continuando su questo tema è facile che venga appetito e dal momento che come dicono gli abruzzesi " sacco vuoto non si regge in piedi", che dite ' facciamo colazione? '.