sabato 10 gennaio 2009

La Virgola

La virgola, che spesso incontriamo nel nostro cammino di lettori, è secondo il dizionario della lingua italiana, un segno d' interpunzione, a forma di un bastoncino leggermente ricurvo che rappresenta la pausa più breve all' interno del periodo.
Questa descrizione mi rimanda ai tempi della scuola, allorchè il maestro, paragonava la virgola a una stazione secondaria dove i treni avrebbero solamente rallentato, mentre il punto rappresentava stazioni principali dove i treni in transito si sarebbero sicuramente fermati.
Era un esempio da applicare per una lettura corretta, rispettosa della punteggiatura. Per noi ragazzi leggere bene era importante, in vista della gara di lettura in programma tutti i lunedì che il maestro seguiva con estremo interesse, e dal suo voto dipendeva alla fine il posto che si andava a occupare per l' intera settimana.
L'aula ospitava una trentina di banchi divisi in gruppi di dieci e a seconda del gruppo si veniva identificati con un animale. I primi dieci, quelli che avevano ottenuto i voti migliori nella lettura , venivano chiamati cavalli, seguivano i muli e infine gli asini. Certo questo lasciava spazio a qualche battuta in riferimento ai compagni che occupavano le ultime sedie, mentre c' era un senso di soddisfazione stare in mezzo ai cavalli e questo incrementava in noi ragazzi il desiderio di impegnarci nella lettura.Mia madre ci sosteneva mediante la sua buona cucina, nella quale molto spazio era dedicato alle verdure, tra cui gli spinaci. "C'è un alta percentuale di ferro" diceva, in realtà una virgola messa al posto sbagliato ha lasciato credere una cosa non vera, il ferro c' è sempre, ma in una misura modesta. E' solo un esempio, ma questo ci aiuta a capire l' importanza di mettere questo segno al suo giusto posto. 
Almeno in un caso, lo spostamento di una semplice virgola significò libertà per un uomo in carcere. Il fatto risale a Umberto 1° di Savoia 1844-1900 chiamato "il re buono" per l' impegno dimostrato in occasione di sciagure nazionali. All' inizio del suo regno gli fu presentata la supplica di un condannato che chiedeva la grazia.
A margine, il ministro competente aveva scritto: "Grazia impossibile, lasciarlo al penitenziario". Umberto spostò semplicemente la virgola: "Grazia, impossibile lasciarlo al penitenziario". Dopodiche, lieto di essere dello stesso parere del ministro scrisse sotto la domanda: "Concessa". Non conosco il nome del condannato , ma spero che da quel momento in poi abbia dato un giusto riconoscimento alla virgola. Per quel che mi riguarda controllo sempre alla fine di uno scritto, se le virgole sono al loro giusto posto, ma c' è sempre qualcuna che sfugge, e allora ripenso all' esempio del maestro e ai treni e alle stazioni che attraversano, per capire che quando un esempio è valido rimane nel cuore.

2 commenti:

Bahamamama ha detto...

Mi è venuto in mente che anch'io da piccola dovevo mangiare gli spinaci... ora capisco perchè.
Pero usavo lo stesso metodo quando avevo i bambini piccoli usando il cartone animato "BRACCIO DI FERRO"
Una cosa carina che ricordo è che alcuni anni fà sono andata alla ricerca della mia Maestra, che ho trovato, e con grande piacere da parte di entrambi abbiamo insieme rivisto la scuola e ricordato momenti nostalgici.

Anonimo ha detto...

Ciao,

Sono il gattino 'Virgola' anche io metto sempre la mia coda al posto giusto e ancora di piu' da quando sono diventato famoso.
Ora che sono la suoneria piu' ascoltata d'Italia e guadagno tanti soldi faccio sempre attenzione quando ricevo un assegno e controllo se la virgola e' al posto giusto.

Miao Miao