sabato 14 febbraio 2009

Un Sorriso Alla Vita

Alcuni paragonano la vita a un dramma in tre atti. Di norma nel primo atto predominano l'entusiasmo giovanile e l'istruzione. Il secondo è caratterizzato dalle responsabilità familiari e dal continuo e intenso lavoro. Nel terzo atto gli attori sono invitati a sedersi lontano dalle luci della ribalta e ad aspettare avviliti che scenda il sipario. Quale di questi tre atti state interpretando?
Qualsiasi sia il vostro ruolo in questo momento, siate positivi, non scoraggiatevi.
E' vero come disse qualcuno che c'è sempre un momento in cui la vita ti piega con la faccia a terra ed è il momento di cui si ha più paura, ci si sente soli e non si ha altra voglia quella di scappare, tuttavia ci sono momenti e momenti, giorni e giorni , periodi e periodi e anche le situazioni più difficili possono avere un evoluzione inaspettata.
Sto pensando a Gail Devers un atleta americana che anni fa ho ammirato durante le Olimpiati di Barcellona- 1992 . Dopo aver vinto a sorpresa i 100 metri femminili era esultante. Meno di due anni prima riusciva a malapena a camminare e si parlava di amputare entrambi i piedi a motivo di complicazioni insorte nella cura del morbo di Basedow e invece quelle gambe furono determinanti per la sua vittoria. Certo la vita è piena di problemi e non bisogna essere saggi per paragonarla a una corsa a ostacoli e qui i proverbi non mancano. Per esempio c' è chi la paragona a una cipolla, più si allunga e più ti fa piangere. C'è chi invece suggerisce una dieta forse vincente, come quel proverbio toscano che afferma " Chi vuol vivere sano e lesto, mangi poco e ceni presto". E' un fatto che gli abitanti di Okinava mangiano poco e nutrendosi sopratutto di frutta e verdura superano quasi tutti i 100 anni , comunque è possibile che ci siano altri fattori ,come ci sono altri paragoni , come quello di Pedro Calderon de la Barca quando afferma che la vita è un sogno.Certo ci sono sogni e sogni , ma la vita merita di essere apprezzata e vissuta al meglio con spirito riconoscente e con apprezzamento di cuore. Questo coinvolge non solo le apparenze, ma anche l'uomo o la donna che è in noi, la persona interiore, quella con la quale ci raffrontiamo tutti i giorni . E quando emerge la verità vale la pena scriverla e impararla.
Ho in mente quel tale che tiene un foglio incollato sullo specchio, in bagno, e lo legge tutte le mattine prima di uscire. C'è scritto: "Ero triste perchè non avevo scarpe, finchè non incontrai un uomo che non aveva i piedi."  
Quest' uomo ha imparato a sorridere al miracolo della vita.

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