Una volta rintracciò un ragazzo che stremato dalla fatica, si era addormentato fra la neve: gli si accocolò vicino, lo rianimò con il calore del proprio corpo e poi gli fece capire di montargli sul dorso, portandolo in salvo fino all' ospizio. Un altra volta, mentre si aggirava con un monaco sulle pendici del monte, lo costrinse ad allontanarsi dal solito sentiero: di li a poco, dalla cima si staccò una valanga che li avrebbe travolti entrambi. Barry, purtroppo rimase vittima della sua generosità: una notte scorse un viandante che si era perduto nella nebbia e gli corse incontro latrando ma quello, temendo di essere aggredito, lo colpì mortalmente con un bastone appuntito.Nel leggere il racconto, la mente mi ha rimandato a un altra storia e a un altro cane anch' egli vittima della sua fedeltà. Non conosco il suo nome, nè la sua razza, forse un pastore tedesco,
sicuramente un cane di grande valore che abitualmente accompagnava mia madre al torrente e le stava accanto , mentre lei anche a orari insoliti lavava i panni. D' altra parte la famiglia era numerosa e le cose da fare erano tante. Un giorno, per ragioni a me sconosciute, al torrente mia madre ebbe a che dire con un altra donna la quale cominciò ad agitarle le mani in modo minaccioso.
Tornata in paese, la donna incontrò mio padre ed ebbe di che lamentarsi riguardo al cane che a momenti stava per sbranarla. Per tutta risposta mio padre prese il fucile e quando il cane fece ritorno a casa gli sparò uccidendolo. Mia madre giudicò quell' azione, crudele e ingiusta e per diversi mesi non gli rivolse la parola. Anche a distanza di anni anni continuò a ricordare quel cane fedele e quella morte ingiusta.

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