
Mel è una cara amica di famiglia da sempre innamorata del Giappone e della sua cultura. E' una persona che sa farsi volere bene e con i suoi modi delicati e accattivanti ha finito col coinvolgere anche noi in questa sua passione per l'oriente, tanto che tempo fa, abbiamo voluto mostrarle tutto il nostro affetto regalandole un kimono ,che come per incanto ha fatto la sua apparizione nella vetrina di un negozio. Spesso nelle mie letture mi capita poi di trovare aspetti interessanti intorno al Giappone e ai giapponesi, allora mi diverto a prendere brevi appunti che Mel legge con
piacere, ecco alcuni esempi :" Tra le tante formule con cui in passato un giapponese chiedeva la mano della moglie:" Mi puoi lavare le mutande?".
" Le nuvole passano sopra la luna" espressione per indicare il ciclo mestruale.
In Giappone non esistono parolacce, il peggior insulto è baka, stupido
Le punizioni nelle scuole sono corporali: schiaffi,calci,bacchettate. Il regolamento interno di alcuni istituti pretende che i ragazzi, dopo la punizione,ringrazino l'insegnante.
" Le nuvole passano sopra la luna" espressione per indicare il ciclo mestruale.
In Giappone non esistono parolacce, il peggior insulto è baka, stupido
Le punizioni nelle scuole sono corporali: schiaffi,calci,bacchettate. Il regolamento interno di alcuni istituti pretende che i ragazzi, dopo la punizione,ringrazino l'insegnante.
A Tokio le strade non hanno nomi e numeri, si distinguono semplicemente per esser vicine a edifici noti. Gli abitanti si orientano con l'aiuto di mappe, alcuni si fanno stampare sul biglietto da visita quella della zona dove abitano.
Gokurosama significa molto obbligato per il suo disturbo, espressione usata spesso quando il postino recapita la posta o quando il ragazzo consegna il giornale.
Da un giornale del 1954:" Il delicato modo di esprimersi che contraddistingue i giapponesi non trascura neppure le etichette dei barattoli di cibi conservati. Ad esempio, su una scatola di ostriche in salamoia si può leggere:" Questi molluschi sono stati scorticati con la tenerezza di una madre che si cura del proprio figlio e messi in scatola con un senso dell'onestà degno dei nostri antichi samurai.
Secondo il galateo giapponese, quando ci si saluta è doveroso fare un inchino:( Ci sono tre diversi inchini a seconda dello status dell' interlocutore)

Quello più comune e informale si esegue piegandosi di circa 15 gradi per due secondi, mentre con gli estranei è opportuno raggiungere almeno i 30 gradi per tre secondi. E' inoltre considerato da maleducati rialzare la testa per primi davanti a una persona che sia di grado più elevato, mentre evitare di rispondere a un inchino costituisce una grave offesa, paragonabile al rifiuto di stringere la mano a una persona che ce la offre.
In Giappone, quando si deve scrivere una lettera, è pressochè obbligatorio iniziarla con osservazioni sul tempo meteorologico.Esistono tutta una serie di formule adatte alle diverse situazioni climatiche: ad esempio chi scrive in gennaio può esordire cos'ì " Il freddo s'è fatto intenso. Voi come state?, mentre in giugno si può cominciare con:" E' arrivata la stagione delle piogge. Voi come state?". Tali formule di rito si possono evitare solamente quando la lettera ha un tono informale, ad esempio se è indirizzata a un amico intimo: in questo caso, al posto dei riferimenti al tempo si è soliti scrivere la frase:" Scusami se salto i convenevoli".
Lettera di un Kamikaze di 17 anni, morto il 20 aprile 1945:" Cara madre, com' è dolce la primavera per me da quando so che cadrò puro come un fiore di ciliegio. So che piangerai, ma cerca di capire che la mia morte è per il bene. Ti ringrazio per avermi messo al mondo maschio. Se fossi nato ragazza non avrei mai potuto godere del privilegio di offrire la mia giovane vita all' imperatore.
Per animare un burattino giapponese si devono manovrare 40 leve. E' necessario studiare 10 anni per apprendere la tecnica che fa muovere le gambe, altri 15 per quella relativa al braccio sinistro. Solo a questo punto si può passare allo studio della testa e del braccio destro.
Le antiche case giapponesi sono progettate in modo da mostrarsi per gradi, come se si svolgesse il rotolo di un dipinto: il muro di cinta, un giardino, un cancello, un altro giardino, infine le stanze, vuote al punto da sembrare spoglie, circondate oltre che unite dai corridoi. In estate spesso si tolgono le porte per far circolare in tutti i locali la luce e la brezza.
Vasellame. Le padrone di casa cambiano piatti e vasellame a seconda delle stagioni, intonandoli col verde dell' erba e il giallo delle foglie.
Giunto alla sua maggiore età, il giapponese muta il proprio nome che è stato tirato a sorte all'atto della nascita. Ne riceve un 3° quando si sposa e un 4° se assume funzioni politiche un 5° e così via ogni volta che monta di grado.
O Yasumi Nasai Mel
O Yasumi Nasai Mel


2 commenti:
E' primavera, oggi ci sono nuvole nel cielo, tu come stai?
bello, anche il fatto di cambiare piatti e vasellame secondo la stagione.
arrigato!
Io non amo estremamente l'Oriente, ma devo riconoscere che la tua lettura rende piacevole qualsiasi argomento. Grazie
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