sabato 27 dicembre 2008

una Mamma Eccezionale

Non sempre il tempo la beltà cancella, o la sfioran le lacrime e gli affanni; mia madre ha 60 anni e più la guardo e più mi sembra bella.
Le parole del poeta colpiscono il cuore e inducono alla riflessione, parole imparate sui banchi di scuola e mai dimenticate, perchè?
Il fatto è che il ruolo della mamma è un ruolo unico, che richiede un insieme di straordinarie qualità, da gestire in modo sapiente e con tanto amore.
Ci sono poi situazioni che vanno oltre la normalità, e richiedono un impegno e una dedizione che rappresentano una sfida per chiunque. Senz' altro nel corso della nostra vita, abbiamo letto o sentito di storie incredibili, in cui la mamma è protagonista ed esempio.
Conoscere però questi protagonisti ed entrare nel loro mondo è qualcosa di diverso. 
Ho in mente Simona, che di recente ho conosciuto grazie a un amica che abbiamo in comune.
Simona è una giovane madre che gestisce una situazione non facile.
Ha due gemelli di 9 anni, uno dei quali affetto da SMA al primo stadio. La malattia è stata diagnosticata quando il bambino aveva pochi mesi e da allora vive con una realtà che richiede un assistenza continua.Il piccolo comunica mediante un computer, attraverso il quale, è in grado usando la parte superiore dell' indice della mano destra, di azionare brevi messaggi registrati in precedenza dalla madre, che includono parole di saluto, richieste di aiuto, necessità, ma anche fatti accaduti in casa e fuori che coinvolgono anche il fratellino Raul che frequenta la quarta elementare.
La stanza in cui si trova Mirko è una stanza accogliente e piena di colori, riflette tutto l' amore e tutte le attenzioni della mamma. Simona è una persona gradevole, che conserva una freschezza che non passa inosservata, ma quello che più colpisce è la sua forza d' animo, il suo spirito, la sua dedizione il suo accettare una realtà così difficile, con una serenità veramente esemplare.
Davanti a questa situazione, mancano le parole e Simona merita tutto il nostro apprezzamento e il nostro affetto.
Mentre usciamo ci consegna un pacchetto, all' interno del quale troviamo un cd di un concerto con musiche che amiamo. Ancora una volta ci sorprende, ma pensandoci concludiamo che qui sta la sua forza. E' fondamentalmente non solo una mamma, ma anche una persona altruista, piena di calore e riesce a reggere una situazione che richiede un notevole grado di coraggio.
Il nostro augurio è che possa continuare nel tempo ad amare la vita e ad essere per i suoi figli una fonte di ristoro.

"Che siate di passaggio su questo blog oppure no, vorrei invitarvi a scrivere un piccolo commento per Simona, a cui va tutto il nostro appoggio"

giovedì 18 dicembre 2008

L' Amore

A un seminario sui rapporti umani, l' oratore narrò di una corsia d' ospedale piena di bambini orfani. In una lunga fila di letti i bambini si ammalavano, e alcuni morivano, eccetto quello dell' ultimo letto. Lui stava bene. Il medico era perplesso. Tutti erano nutriti, lavati, tenuti al caldo: il trattamento era uguale per tutti. Eppure solo il bambino dell' ultimo letto cresceva bene.
Col passare dei mesi venivano ricoverati altri bambini e si ripeteva sempre la stessa storia: solo il bambino dell' ultimo letto stava bene. Infine il medico si nascose per vedere cosa succedeva. A mezzanotte giunse la donna delle pulizie che messasi in ginocchio lavò il pavimento, da un capo all' altro della corsia. Quando ebbe finito di pulire, si alzò, si stirò, si massaggiò la schiena.
Poi si avvicinò all' ultimo letto, prese in braccio il bambino, andò in giro per la sala coccolandolo, parlandogli, cullandolo. Lo rimise a letto e se ne andò. La sera dopo il medico tornò a vedere, e anche la sera successiva. Ogni notte accadeva la stessa cosa. Era sempre il bambino dell' ultimo letto quello che prendeva in braccio, che coccolava, a cui parlava e a cui mostrava affetto. E ogni volta che veniva ricoverato un altro gruppo di bambini, era sempre il bambino dell' ultimo letto quello che cresceva bene, mentre gli altri si ammalavano e alcuni morivano.Ecco un esperienza che vale più di mille parole . Illustra in modo magistrale l' importanza dell' amore. una qualità fondamentale nella nostra vita. Essendo gregari per natura, abbiamo bisogno degli altri e il contatto umano ha un potere incredibile. Penso all' uomo ricoverato in sala di rianimazione, è consapevole di dover morire e chiede una cosa sola: che sua moglie, con la quale era sposato da 48 anni, rimanesse al suo fianco. Ed essa vi rimase, carezzandogli con dolcezza una mano in continuazione, comunicandogli una pace e una tranquillità che le parole non possono trasmettere. Anch' io, nel vedere mia madre star male ero a corto di parole. Mi avevano telefonato in azienda ed ero corso all' ospedale, in tasca avevo una rivista e l' ho usata come un ventaglio , dal suo sguardo capivo che le faceva piacere. Si ragionava col personale medico sulla necessità del ricovero, ma la dottoressa del pronto soccorso, affermava che la situazione non era così grave da giustificare il ricovero. Fu accettata grazie alla nostra insistenza, ma lì non c' era posto e allora fu portata in un altro ospedale a una ventina di chilometri. Erano le venti, .....verso mezzanotte cessò di vivere. 
Certo ognuno di noi ha i suoi ricordi, e quando pensiamo alla nostra vita, alla nostra famiglia non possiamo non rammentare tutto l' amore che ci è stato mostrato. Capisco che non tutti hanno ricevuto o ricevono le attenzioni di cui c' è bisogno. Per esempio un uomo tempo fa scrisse:" Mio padre e mia madre erano alcolizzati. Quando avevo sei anni , qualcuno mi mise nella vasca da bagno, mise il tappo, aprì il rubinetto e se ne andò. La donna delle pulizie mi trovò e mi salvò la vita." Ancora una volta l' amore aveva trionfato sulla follia, l' amore per esempio della mamma verso i suoi figli è un sentimento molto forte e ha un fascino incredibile. Ho infatti ancora nel cuore una mamma , ospite da noi per un giorno, che parlando di sua figlia si è commossa, e non riusciva più a parlare. E' stato un momento molto bello., un momento da registrare sul diario dell' amore.

martedì 16 dicembre 2008

Le Parole

Ho sempre trovato affascinante conoscere il significato delle parole.
A volte infatti, dietro un espressione o un affermazione ci sono delle storie veramente curiose e interessanti, e nell' apprenderle provo un senso di appagamento che mi spinge alla ricerca di nuove parole per scoprire nuovi mondi.Ecco un esempio, che mi riporta tra l'altro bambino, al tempo in cui spesso mia madre mi preparava lo zabaione. Secondo una tradizione, lo zabaione sarebbe stato inventato nel 500 dal capitano di ventura emiliano Giovanni Baglioni, che, in ossequio all' uso del tempo di tradurre in dialetto i nomi delle persone, era soprannominato Zvan Bajoun. Si narra che una volta, giunto vicino a Reggio e accampatosi con le sue truppe, mandò in giro alcuni emissari in cerca di vettovaglie. I vivandieri tornarono con un povero bottino, costituito soltanto di uova, zucchero, vino bianco ed erbe aromatiche. Il capitano fece allora fare una mescolaza delle cose raccolte e distribuì la crema così ottenuta ai soldati. Questi ne furono entusiasti, e le diedero il nome del suo involontario inventore, Zvan Bajoun, che con il tempo si modificò: dapprima divenne zambajoun e infine zabaione.
Diversi anni fa, per raggiungere il posto di lavoro mi servivo dei mezzi pubblici, e dovendo prendere due pulman, ho pensasto di sfruttare i tempi d'attesa , leggendo.Invece di portare un qualsiasi libro, ho scelto il Dizionario di Devoto e Oli , e ho cominciato a strappare ,un certo numero di pagine al giorno, da leggere durante il viaggio.
E' così che ho scoperto un mondo di parole, alcune delle quali li ho annotate in un quaderno per una consultazione immediata. Ho trovato che la parola goliardo ha a che fare col gigante biblico Golia, che la Via Lattea nasce dalla leggenda di Giove lattante, che perde in cielo qualche boccata di latte e che la parola guardinfante indicava l' armatura di cerchi degradanti a foggia di campana, che si applicava all' interno della gonna per tenerla gonfia. All' origine serviva a proteggere dagli urti le donne incinte, da qui il nome......Mi piace pensare alle parole, conoscerle per avere un rapporto migliore e sceglierle come si fa con gli amici. Di recente, ho letto che la parola italiana bambù imita il suono da esso prodotto nel bruciare. Ecco un altra parola che può scaldare la nostra fantasia.

lunedì 15 dicembre 2008

Oggi niente di nuovo

Avete avuto una bella giornata? Forse avete fatto qualcosa che vi stava a cuore, oppure avete fatto un incontro gradevole, ad ogni modo ci può sempre essere qualcosa che caratterizza i nostri giorni. Il metro con cui misuriamo gli avvenimenti dipende da noi, a volte si può dare troppa importanza a fatti di poco conto, oppure ci sono momenti importanti che passano quasi inosservati, solo nel tempo ci rendiamo conto di quanto è successo.
Pensate a James Joyce. Benchè il suo romanzo "Ulisse" riguardasse i fatti di una sola giornata, il 16 Giugno 1904, lo scrittore calcolò di aver impiegato 20 000 ore per scrivere quell' ampia opera ambientata nella città di Dublino. Questo tempo equivale a circa 2500 giornate lavorative normali o a 8 anni di lavoro per sei giorni alla settimana senza mai fare vacanze. 
In contrasto Luigi XVI, il 14 luglio 1789 ( giorno della Presa della Bastiglia, l'evento che diede inizio alla Rivoluzione Francese), appuntò sul suo diario: " Oggi niente di nuovo". Sicuramente difettava in perspicacia, cioè nella capacità di vedere oltre gli avvenimenti. Certo non è facile vedere ogni cosa nella giusta maniera , e ancora più difficile riconoscere i propri errori e ammettere là dove abbiamo fallito, rammento la fiaba di Andersen "I vestiti nuovi dell' imperatore", dove si narra di un sovrano stupido che viene convinto da un sarto imbroglione a indossare un vestito stupendo, che risulterebbe invisibile agli stupidi. Ma è una truffa: nessuno però, pur di non ammettere la propria stupidità e contraddire l' imperatore, osa dire di non vedere il vestito ( che non c' è ) : solo un bambino dice ad alta voce che il re è nudo, svelando l'inganno. Può dunque essere utile scrivere gli avvenimenti che ci riguardono, fatti salienti della nostra vita che hanno segnato la strada percorsa fino ad oggi. Personalmente ho un calendario, dove annoto di volta in volta fatti di una certa portata, cose che mi riguardono o avvenimenti che hanno influito sul genere umano , e periodicamente lo osservo per non dimenticare!!! 
Certo nell' arco di una giornata quante cose si verificano, Russel Ash ha raccolto in un libro dal titolo "Accade in un giorno" tutto quello che accade ogni giorno nel mondo ed è interessante leggere tra l' altro che ogni giorno un cuore umano pompa tanto sangue da riempire 170 vasche da bagno, un lavoro immenso . Certo il circuito della vita è in continuo movimento e noi siamo coinvolti da questo miracolo . Bisognerebbe adottare il motto latino "Festina lente" ( affrettati con calma ) . E' l'invito di Svetonio a fare le cose senza indugio, ma non senza ponderazione. Allora, cosa scriverai oggi sul tuo diario?

sabato 13 dicembre 2008

Dio

L' unico sopravvissuto di un naufragio fu gettato sulla riva di una piccola isola disabitata.
Pregò fervidamente Dio perchè lo salvasse e ogni giorno scrutava l' orizzonte per vedere se arrivava qualcuno. Ma non compariva nulla....
Scoraggiato, alla fine riuscì a costruirsi, con alcuni pezzi di legname portati a riva dalle onde del mare, una piccola capanna per ripararsi dalle intemperie e per riporvi le poche cose che aveva. Ma un giorno, mentre tornava al suo luogo di dimora dalla ricerca del cibo, trovò la sua piccola capanna in fiamme.
Era accauto il peggio: perse ogni cosa! Stordito dal dolore e dall' ira gridò:" Dio come hai potuto farmi questo? ". Comunque la mattina presto del giorno dopo fu svegliato dalla sirena di una nave che si stava avvicinando all' isola...Erano venuti a salvarlo!!! Come avete fatto a sapere che ero qui?" chiese l' uomo, sfinito, ai soccoritori." Abbiamo visto i tuoi segnali di fumo", risposero.Certo è facile scoraggiarsi quando le cose vanno male; ma non dovremmo mai perderci d'animo perchè Dio interviene a nostro favore proprio quando siamo in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze. Qualcosa da ricordare la prossima volta che la vostra piccola capanna cade a terra in fiamme, può essere il giusto segnale di fumo che reca l'aiuto di Dio.
D'altra parte c' è la necessità di credere in un Creatore, di conoscere colui che è il datore della vita e ognuno di noi, ovviamente ognuno ha la libertà di credere o non credere.
A questo riguardo Isaac Newton, definito la più grande mente scientifica che il mondo abbia mai visto, aveva un amico non credente, e per aiutarlo a riflettere si fece fare da un esperto meccanico un modellino del sistema solare. Le sfere che rappresentavano i pianeti erano collegate con un ingranaggio in modo da muoversi realisticamente in orbita.Un giorno l' amico ateo fece visita a Newton. Visto il modellino, lo fece funzionare, e con ammirazione esclamò:" Chi l'ha fatto?" Newton rispose: "Nessuno!" L'ateo replicò:" Pensi davvero che io sia uno stolto! Naturalmente qualcuno l'ha fatto, ed è un genio".
Allora Newton disse al suo amico:" Questa non è che una minuscola imitazione di un sistema assai più grande di cui conosci le leggi, e non posso convincerti che questo semplice giocattolo non ebbe progettista nè costruttore; eppure tu professi di credere che il grande originale da cui è stato preso il progetto sia venuto all'esistenza senza progettista nè costruttore!"
L' amico di Newton dovette riconoscere che il grande Progettista e Fattore di tutte le cose è Dio.
Nel 1727 il grande scienziato affermò: "Non so come mi vede il mondo, ma ai miei occhi, mi sembra d' essere solo come un ragazzino che giocava sulla spiaggia, che si divertiva trovando ogni tanto un ciottolo più liscio o una conchiglia più bella delle solite, mentre il grande oceano della verità giaceva del tutto inesplorato dinanzi a me."

venerdì 12 dicembre 2008

Le Donne

"Le donne sono come mele sugli alberi..... Le migliori sono sulla cima dell'albero. 
Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perchè hanno paura di cadere e ferirsi. In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.Perciò le mele che stanno sulla cima dell' albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà "Esse sono grandiose".
Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l' uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi sulla cima dell'albero per esse. Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di tutto per raggiungerci....La donna uscì dalla costola dell' uomo, non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, e accanto al cuore per essere amata."
Tempo fa , eravamo ospiti da un amico per il pranzo. Cominciò a tagliare la carne in maniera maldestra, cercammo di non farci caso, ma la cosa non sfuggì alla moglie che l' aggredì in malo modo. Gridò: " Guarda cosa stai facendo! Quand'è che imparerai a servire come Dio comanda?"Poi, rivolta a noi, disse:" Sbaglia sempre. Non è capace di fare niente." Si forse non era capace di tagliare la carne, ma era capace di vivere con lei da circa vent'anni. Francamente avremmo preferito un pasto modesto in un atmosfera tranquilla, piuttosto che pietanze costose col sottofondo dei suoi aspri rimproveri.Forse sono donne come queste o modi di fare offensivi ad ispirare il proverbio di origine veneta che paragona le donne alle sarde, tolta la testa tutto il resto è buono. Ovviamente non si può e non si deve generalizzare, anche perchè ci sono donne stupende che sanno amare e sanno conquistarsi la persona che cammina al loro fianco. Mi viene in mente la lettera di un mio amico a sua moglie: "Abbiamo attraversato periodi tremendi-diceva- eppure anche nei momenti peggiori, ogni volta che ti vedevo, sentivo allargarsi il cuore e provavo una grande gioia.La gioia di chi sa di possedere la cosa essenziale, il tesoro più prezioso. Per me sei sempre stata la donna più bella del mondo. Vedendoti in mezzo alle altre, ho sempre preferito te. E questo mi dava sicurezza, voglia di vivere, forza per combattere. Non puoi immaginare cosa significa per un uomo, quando si sente solo, sconfitto poter dire a se stesso: ma io ho una donna bellissima che mi ama. E ogni volta, baciandoti mi trasmetti l' energia di cui ho bisogno e sono pronto più di prima a ricominciare la lotta." Si, ci sono donne e donne, come ci ricorda una celebre operetta il cui personaggio principale è una Vedova Allegra.

giovedì 11 dicembre 2008

Viaggio in Inghilterra

Ecco un film per chi ama i libri e crede nelle belle storie.
L' ambientazione è quella di Oxford, un mondo pieno di libri, l' anno è il 1952.
Il professore Lewis abbina felicemente l' attività di scrittore di fantasy al rigore della riflessione filosofica. D' improvviso, la sua tranquilla vita di studi viene sconvolta dall' incontro con una poetessa americana, Joy Gresham in viaggio con il figlio ,dopo la separazione dal marito alcolizzato. Per Lewis è l'occasione di scoprire ciò che non aveva mai ammesso a se stesso: che la sua vita si è svolta fino ad allora in una specie di protettivo giardino all' inglese, le cui pareti di fogliame hanno impedito alle passioni di accedere al suo animo.
La donna, condannata a morire di cancro, gli fa scoprire cosa significa vivere sulla propria pelle, quella "necessità del dolore" che il filosofo ha appreso sui libri. Senza però mai sperimentarla.
Lento e avvolgente, sentimentale e carico di atmosfera, il film è arricchito dalla splendida interpretazione di due attori davvero eccezionali che sono tra i miei preferiti. Il risultato è ottimo.
Se poi il tutto entra nel cuore, si può anche aquistare il libro edito da Sperling Paperback e ritrovare il copione della pellicola con tutte le sue battute che formano un indimenticabile storia d'amore.

mercoledì 10 dicembre 2008

La Bellezza

Nulla io non vedo che non sia perfetto. E' quanto dice nel film Quo Vadis, il patrizio romano Marco Vinicio allorchè incontra la giovane Licia della quale si innamora.
Da sempre gli uomini sono attratti dalla bellezza.
Per esempio nel 1534 il corsaro turco Khair ad-Din, noto come Barbarossa, assalì la cittadina laziale di Fondi al solo scopo di rapire la contessa Giulia Gonzaga, famosa per la sua bellezza: ma dato che la nobildonna era riuscita a fuggire, il corsaro mise a ferro e fuoco la città e ne fece uccidere o deportare come schiavi gli abitanti.
Certo il metro per misurare la bellezza ,cambia a secondo i tempi, i luoghi e le persone ed ecco che di recente in Francia sono state selezionate le caratteristiche di una bellezza femminile ideale. Ecco quelle prescelte:, Il colorito delle Inglesi, il sorriso delle Irlandesi, la linea delle Francesi, il portamento delle Spagnole, i capelli delle Italiane, gli occhi delle Egiziane, il naso delle Greche, i denti delle Statunitensi, la voce delle Viennesi, il riso delle Giapponesi, il collo delle Thailandesi, le mani delle Svizzere, le spalle delle Argentine, le gambe delle Svedesi, i piedi delle Cinesi e il seno delle Australiane.Tuttavia c' è una bellezza che va oltre le forme e le apparenze e fa diventare gli uomini poeti. E' la storia di un pastore ,che innamorato di una donna stupenda, descrive in questo modo la sua esperienza :" Ecco la stessa stagione delle piogge è passata, lo stesso rovescio di pioggia è finito, se n' è andato. I fiori stessi sono apparsi nel paese, il medesimo tempo della potatura della vite è arrivato, e la voce della stessa tortora si è udita nel nostro paese. In quanto al fico, i suoi fichi primaticci hanno preso un colore maturo; e le viti sono in fiore, hanno dato la loro fragranza.Levati, vieni, o mia compagna, mia bella, e vieni via. Oh mia colomba, nei recessi della rupe, nel nascondiglio dell' erta, mostrami il tuo aspetto, fammi udire la tua voce, poichè la tua voce è piacevole e il tuo aspetto è avvenente.
Ponimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perchè l' amore è forte come la morte . Le molte acque stesse non possono estinguere l' amore, nè i fiumi stessi possono travolgerlo. Anche se queste parole sono state pronunciate più di 3000 anni fa ,hanno ancora il loro valore. Si, c' è una bellezza che non ha prezzo.

martedì 9 dicembre 2008

Scacco Matto

Il gioco degli scacchi deriva da quello del ciaturanga. Era praticato nell' India del IV secolo e simulava una battaglia tra due eserciti con carri, elefanti, cavalli e fanti (poi diventati torre, alfiere, cavallo e pedone). 
Gli scacchi si diffusero in Persia e Arabia e, tra l' VIII e il IX secolo, arrivarono anche il Europa. Dalla Persia, gli europei importarono l'espressione " Shat Mat"( che significa " Il Re è perduto") approssimativamente tradotta con "scacco matto".

Certo, quando la vita ci dà scacco matto non è più un gioco. Per esempio, i figli rappresentano il nostro futuro e la loro morte è qualcosa di doloroso e sconvolgente.
Ho conosciuto una giovane madre che ha perso il figlio di sei anni a causa di un indigestione. Che tragedia! Sommersa dal dolore ha cominciato a trascorrere i suoi giorni al cimitero, seduta davanti alla tomba del figlio. Una quercia.Incredula di quanto era successo, non voleva accettare la realtà e continuava ad acquistare vestiti e altro per un figlio che non c' era più. Si capiva che stava rasentando la pazzia. Tuttavia la natura ci insegna un importante lezione. 
Ecco l' esperienza di un osservatore.
-Nella mia fattoria del Missouri avevo piantato un gran numero d' alberi. Vennero su con rapidità prodigiosa. Poi ci fu una tempesta di neve e ogni ramo si ricoprì d'una spessa crosta di ghiaccio. Invece di piegarsi sotto il peso, gli alberi resisttero orgogliosamente e si spezzarono, schiantati dal peso. Dovettero essere distrutti. Non avevano imparato la saggezza delle foreste del Nord. Ho percorso centinaia e centinaia di chilometri attraverso le foreste sempreverdi del Canada e non ho mai visto un arboscello spezzato dal nevischio. Sanno ormai come piegarsi, come chinare i rami, come collabore con l'inevitabile. I maestri di jujitsa insegnao ai loro allievi a "piegarsi come il salice, non a resistere come una quercia"-
La donna si è lasciata aiutare, e questo l' ha salvata da una fine precoce, ed è bello continuare a incontrarla e scoprire che è ancora una donna piena di vita.
L' antica saggezza è ancora valida. Impara dal passato, vivi nel presente, credi nel futuro.

venerdì 5 dicembre 2008

Libri e Cammelli

Secondo la tradizione, il Gran Visir di Persia Abdul Kassem Ismail, vissuto nel secolo X, in ogni viaggio portava con se la sua ricca biblioteca, composta da non meno di 117.000 volumi: per trasportarla, usava 400 cammelli che procedevano uno dietro l'altro, con in groppa i libri disposti in rigoroso ordine alfabetico. Da sempre, da quando ho preso coscienza, ho amato i libri. Un eredità trasmessa credo da mia madre, che ai suoi giorni, acquistava dai venditori ambulanti, storie e romanzi che venivano pubblicati a puntate e che lei leggeva regolarmente, persino durante i periodi di allattamento e vista la famiglia numerosa ( Ha avuto undici figli), deduco che abbia letto molto.
Il momento in cui imparai a leggere è stato un bel momento,mi permetteva di aprire un libro e capire quello che c' era scritto. Cominciai a considerare i libri, mondi affascinanti che andavano esplorati, mondi nei quali potevo entrare, e diventare un personaggio tra i personaggi ,potevo allora lasciare la realtà che mi circondava e provare l' emozione di unirmi ai moschettieri del re in perenne lotta con le guardie del cardinale, e poi ancora lungo la steppa insieme a Michele Strogoff per una missione impossibile, quindi con Renzo Tramaglino che aveva occhi solo per la sua Lucia, questi sono solo alcuni dei tanti personaggi e delle tante storie che concedevano spazio alla mia fantasia e ai miei sogni .Attraverso la biblioteca del paese riuscivo a soddisfare questo mio desiderio, ma la gioia che provai nel comprare il mio primo libro è difficile da descrivere. Il profumo della carta coinvolgeva i miei sensi in modo incredibile e mi conduceva verso altri mondi sconosciuti. Ma c' era un prezzo da pagare, i libri costavano 500 lire.! e la mia famiglia non aveva molte disponibilità, quante volte sono entrato nella libreria del paese,.......solo per guardare....solo per ammirare ,......la collana per ragazzi che la Fabbri Editore stampava in quel tempo.
Ricordo tra l'altro che non stavo molto bene e tutti i giorni c'era una puntura da fare. Come premio di consolazione ricevevo 20 lire. Una piccola moneta ,che nel tempo mi avrebbe permesso un grande acquisto. Fu così che riusci a comprare 5, 6 libri.
Anche se sono passati diversi anni, mi capita a volte di visitare mercatini di libri usati e ritrovare altri titoli di quella collana, formata da una cinquantina di volumi. Li acquisto per poco, ma la gioia che provo tornando a casa è sempre incredibile. E' la gioia di chi sta per partire per un viaggio affascinante, per nuovi mondi e nuove avventure.

mercoledì 3 dicembre 2008

L' Aquilone

C' è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole. Con queste parole, il Pascoli inizia la sua nota poesia che ci riporta sui banchi di scuola, quando ancora ragazzi eravamo affascinati dall' aquilone e dalla gioia che esso poteva recare. Ricordo che provavo una certa invidia nel guardare i miei compagni far volare i propri aquiloni. Ho provato a costruirne uno anch'io. Un vero disastro, non ha mai volato.
Poi sono cresciuto, mi sono sposato, sono diventato padre. Ed ecco gli aquiloni.
Per me i figli sono come gli aquiloni. Si passa la vita a cercare di farli sollevare da terra. Si corre con loro finchè non si è entrambi sfiatati... loro precipitano....gli date ancora più corda. Rattoppate e consolate, adattate e insegnate e gli assicurate che un giorno sapranno volare.
Ma quando precipitano, c'è da soffrire, come quel giorno che ho ricevuto una telefonata da parte della scuola in cui venivo invitato a incontrare il preside.
Non riuscivo a capire il motivo della telefonata dal momento che la scuola era iniziata da circa due mesi e fino a quel momento avevo firmato solo delle sufficienze, si non era il massimo, ma per il momento poteva anche andare. Ma dopo una breve conversazione, il meccanismo è chiaro. In realtà i voti erano insufficienti, ma prima di farli firmare si coprivano in modo magistrare le prime due lettere, si faceva firmare e poi la parola ritornava nella sua completezza allorchè si presentava il quaderno all' insegnante. Un vecchio trucco che per un certo tempo ha funzionato. L'aquilone aveva perso quota e rischiava la disfatta, dovetti lavorare per fargli riprendere il suo posto nel cielo. Ora sono passati diversi anni e i miei aquiloni continuano a volare, anzi uno di essi ha viaggiato così tanto da raggiungere i Caraibi. Il posto è stupendo, ma occhio! Ci troviamo nel Triangolo delle Bermude dove i venti sono forti e l' imprevisto è sempre in agguato, tuttavia se guardiamo il mare possiamo anche scorgere delle spendide razze.... a forma d' aquilone.

sabato 29 novembre 2008

La Calunnia

Una volta una donna andò da un vecchio saggio, accusandosi di aver sparlato di alcune persone. Il vecchio le disse di andare a casa, di prendere una gallina e di tornare da lui, spiumando ben bene l'animale lungo la strada. Quando la donna fu di nuovo davanti a lui, il saggio le disse:" 
Adesso torna a casa e raccogli a una a una le piume che hai lasciato cadere venendo qui". Impossibile!", esclamò la donna. "Il vento le ha certamente disperse ai quattro venti nel frattempo".Vedi, come è impossibile raccogliere le piume che hai lasciato cadere, così è impossibile ritirare mormorazioni e calunnie una volta che sono uscite dalla bocca. Che lezione!
Pensando alla calunnia, ho in mente poi il primo atto del Barbiere di Siviglia, dove si dice che " La calunnia è un venticello\un'auretta assai gentile\ che insensibile sottile\leggermente, dolcementre\ incomincia a sussurar.\Piano piano, terra terra,\sotto voce,sibilando,\va scorrendo,va ronzando,\ nelle orecchie della gente\s'introduce destramente,\e le teste ed i cervelli\fa stordire e fa gonfiar. E' un pezzo che va ascoltato.
Tutto questo ci dovrebbe indurre alla saggezza quando parliamo di altri.
Dice infatti un proverbio arabo che ogni parola dovrebbe passare attraverso tre porte prima di essere pronunciata.E' vera? Chiede il guardiano della prima porta. E' necessaria? Domanda il guardiano della seconda. E' gentile? Indaga il guardiano della terza.
Evidentemente, la donna che quel giorno lavava i panni a fianco di mia madre, lungo il torrente era priva di guardiani, infatti nel veder passare una giovane del paese, ha cominciato in modo malevolo a sparlare di lei dicendo sul suo conto cattiverie che si poteva risparmiare.
Mia madre non le diede retta e continuò il suo lavoro Ma la donna era un fiume in piena..., quando all' improvviso dai cespugli venne fuori la giovane, che invece di passare oltre si era fermata e aveva ascoltato ogni cosa. Aveva in mano una verga con la quale cominciò a colpire la calunniatrice , mentre mia madre venne risparmiata. La ragazza ,spiegando il suo gesto , disse a mia madre che non era la prima volta che la donna sparlava di lei e che questa era la punizione che si meritava.
Certo c' è da dire che le osservazioni calunniose e taglienti causano ad altri un dolore insopportabile. Tenere a freno la lingua è un modo per dimostrare che siamo per la pace. E proprio di recente ,una famosa attrice del cinema, al ritorno dall' Africa ,dove ha girato il suo ultimo film, ha dichiarato:" Nel luogo dove ci trovavamo c' erano moltissime mosche, bisognava tenere la bocca chiusa x difendersi, .... ho imparato una grande lezione.!

sabato 22 novembre 2008

Il Lettore usi Discernimento.

Il lettore usi discernimento, è una frase dei vangeli, che Gesù pronunciò un giorno in uno dei suoi discorsi, ed è un incoraggiamento che ha un suo esatto significato. 
Si poteva infatti leggere e non capire, succedeva ieri, succede oggi.
Tutto questo calza a pennello quando si considera quanto accadde dieci anni fa alla signora Alessandra Sgarella, che rapita a Milano fu portata dai sequestratori in Calabria e tenuta prigioniera 266 giorni. Durante la prigionia le fu permesso di scrivere alla famiglia, ed è interessante quanto scrisse in una sua lettera datata 26 Maggio 1988. Segue il testo tratto da un quotidiano dell'epoca: "Alla fine del mese di Aprile mi è stato chiesto di intestare una Busta con l' indirizzO della persona che ci faceVa da tramite, ma non mi hanno detto cosA avrebbero scritto. Posso immaginare iL contenuto, sImile probabilmente a quello che non vi ho scritto a Marzo, ma non so se abbiate o no ricevuto quella lettera dal momeNtO che non rispondete."
Leggendo con attenzione si possono osservare nove caratteri in stampatello maiuscolo ,sparsi lungo lo scritto ,unendo i quali si ottengono le parole: "A BOVALINO".
In questo modo la signora Sgarella comunicava a suo marito la zona in cui era tenuta prigioniera.
Lo stratagemma sembrava così spudorato che gli investigatori -pur ampliando le ricerche in quell'area- non avevano escluso che fosse un depistaggio degli stessi sequestratori: che invece non se n'erano accorti.
Tutto questo fa riflettere, a volte abbiamo sotto gli occhi la svolta a un problema, ma la semplicità della soluzione non ci convince e allora...... ci complichiamo la vita.
E allora Il lettore usi discernimento. La vita infatti è come un libro che bisogna sfogliare e leggere per capire. In realtà lo sciocco lo sfoglia distrattamente, ma il saggio lo legge con molta attenzione ben sapendo che può leggerlo una sola volta.

sabato 15 novembre 2008

Il Trasloco

Un vecchio saggio fu avvicinato da due macchine in cui c'erano degli sconosciuti.
" Pensiamo di trasferirci qui", disse la famiglia della prima macchina. "Com' è la gente da queste parti? Il vecchio rispose :" Com' è la gente nel luogo da cui venite? La famiglia disse:"Veniamo da una cittadina molto amichevole,dove le persone sono generose e gentili e si interessano sinceramente degli estranei". Il vecchio sorrise. " Credo che questo posto vi piacerà, disse" Qui la gente è proprio così".
Il vecchio ripetè la stessa domanda ai passeggeri della seconda macchina. Essi risposero:" Veniamo da una cittadina squallida, dove le persone sono pigre, impiccioni e tremendamente pettegole" Il vecchio si accigliò. "Non credo che questo posto vi piacerebbe", disse. "Qui la gente è proprio così. Morale della favola? Le persone sono più o meno uguali dappertutto. E il fatto che la loro compagnia piaccia o meno dipende in gran parte dal nostro modo di pensare, dalle nostre sensazioni e da come trattiamo gli altri. Perciò è meglio essere sempre positivi. Fintanto che si sta con le persone a cui si vuole bene davvero, in qualsiasi luogo ci si può sentire a casa propria.Ovviamente un trasloco comporta sempre delle difficoltà, infatti si accumulano tante di quelle cose che si prende coscienza di questo solo quando c' è da traslocare. Ricordo che da ragazzo ho fatto otto traslochi nell' arco di quattro anni e non è piacevole dover sempre spostare le proprie cose. Ricordo l' occasione in cui non riuscendo a trovare posto sul treno che da Reggio Calabria mi avrebbe portato a Milano, mi dovetti sistemare nel corrididoio, seduto sopra un cartone al cui interno c' era tra l' altro un contenitore di plastica con dell' olio. E' stata una notte non facile. Tra l'altro, quando giunsi a Milano, mi accorsi che il cartone si era impregnato d'olio e di conseguenza il tassista al quale mi rivolsi, non volendo sporcare la macchina, si procurò dei giornali per proteggere la vettura. Quando giunsi finalmente a casa di mio fratello che mi avrebbe ospitato per un certo tempo, tirai un sospiro di sollievo, nella consapevolezza che in qualsiasi situazione è meglio avere un attegiamento positivo. In una precedente occasione, sempre sulla linea Reggio Calabria-Milano rassicurato da un impiegato delle ferrovie che il treno si sarebbe fermato 30 minuti circa alla stazione di Firenze, sono sceso per comprare un ricordino di quella città che pur amando non avevo mai visto,ma quando sono ritornato , dopo circa quindici minuti il treno era già partito e......... ora avevo un problema da risolvere.

sabato 8 novembre 2008

La Ciotola

In quella famiglia non era consentito al nonno di stare a tavola, perche' era molto vecchio e gli tremavano le mani.Così si sedeva tutto solo accanto al focolare, mangiando il cibo che gli mettevano dentro una ciotola di legno.Un giorno il papà vide il figlio più piccolo intento a scavare un tronco.Gli chiese cosa stesse facendo, e il bambino rispose: " Preparo la tua ciotola per quando sarai vecchio".Questa era
una delle tante storie che mia madre raccontava a noi bambini.
Il messaggio era chiaro:" Gli anziani vanno trattati con dignità e rispetto e questo era ciò che un giorno si sarebbe aspettato da noi".
Mia madre, che personalmente chiamavo Tigre, per il suo carattere forte e indipendente ha sempre preferito, anche da vedova stare da sola e non ha mai usato ciotole di legno.
Anche se sono passati otto anni da quando ci ha lasciati, spesso mi capita senza rendermene conto ,di avviarmi verso casa sua, per poi tornare alla realtà e rendermi conto che sono sulla strada sbagliata. Allora inverto il senso di marcia e ritorno a casa, ma il sentiero dei ricordi è più forte che mai.

sabato 1 novembre 2008

La Soffitta


Ed eccomi in soffitta, in mezzo ai ricordi di una vita. L' occhio scorre velocemente su una varietà di oggetti che hanno accompagnato i giorni passati.
Osservo un gioco, compagno felice della mia fanciullezza, poi un libro con il quale ho vissuto le avventure da ragazzo, quante cose vorrebbero parlarmi.
Ogni oggetto ha una storia e fa parte di momenti vissuti e tutti insieme mi fanno fare un viaggio nel passato. E' un viaggio in cui i secondi catturano gli anni e tutto passa velocemente.... e così mi rivedo bambino, quando la soffitta era il mio rifugio, il luogo dove cercare momenti di silenzio.
Sul pavimento di legno c' è ancora una fessura attraverso la quale si poteva osservare, non visto quanto accadeva nella casa, e ......... ascoltavo divertito, e pensavo alla complessità della vita.
All' improvviso una voce, qualcuno mi chiama, ma c' è un vecchio armadio nel quale rifugiarsi.All' interno ci sono ancora dei vestiti, mi faccio spazio, quando all' improvviso respiro aria di Primavera, sento il canto degli uccelli. ........ E' mattina, allora apro gli occhi, e cerco di capire. Ho sognato, i primi raggi di luce entrano nella stanza. Comincia un nuovo giorno, e il mondo dei ricordi si allontana, ma ancora per un istante riesco a rivedere la mia vecchia e cara soffitta.

giovedì 9 ottobre 2008

La Ruota

Quando le nebbie dei tempi si diradano, lo sguardo può andare lontano ,fino al tempo delle proprie radici.
Porto con me un nome che rimanda al gioco e allo svago, in realtà il tempo dei giochi era finito per questi due giovani di cui ignoro il nome, che nell' impossibilità di unirsi in matrimonio, decidono di lasciare il frutto del loro incontro presso ' LA RUOTA '.
La ruota era un meccanismo rotondo e girevole, diviso in due parti, una delle quali affacciandosi all' esterno dell' edificio permetteva di raccogliere quanti erano abbandonati destinandoli a una sorte migliore di quanto spesso avviene oggi.
In quel tempo nel borgo si raccontavò che il piccolo era stato lasciato da una DAMA che qualcuno aveva visto scendere da una carrozza e si pensò che questo era il nome migliore che si poteva assegnare. Nel tempo il piccolo crebbe e venne adottato, ma diversi anni dopo, un bel giorno si presentarono i veri genitori che in qualche modo erano riusciti a risalire all' indirizzo e reclamavano il figlio.
Tuttavia i genitori adottivi non si mostrarono per nulla disposti a lasciarlo andare ,e anche in successive visite incoraggiarono il ragazzo a nascondersi altrimenti lo avrebbero portato via.
Fu così che il giovane rimase per sempre con chi l'aveva adottato e non seppe mai chi fossero i suoi genitori. Forse tutto questo è un bel racconto, una favola d' altri tempi, ma così è stata raccontata la storia di mio nonno ed è così che mi piace ricordarla.

venerdì 3 ottobre 2008

Dal Dentista

Quel giorno ad aspettare il dentista eravamo in diversi, almeno una trentina, ma ' fortunatamente ', dovendo fare un estrazione ero la prima della lista.
Nel vedere tutti quei pazienti, la dottoressa ebbe un moto di stizza che non prometteva nulla di buono. Fui invitata ad entrare, si passò all' anestesia e poco dopo si tentò di fare l' estrazione ma un dolore intenso mi costrinse a fermare le operazioni.
Si decise di iniettare ancora un pò di anestesia, ma per qualche ragione non faceva l'effetto sperato e di conseguenza anche un secondo tentativo andò a vuoto.
Intanto il tempo passava e aumentava il nervosismo, dissi che sarei andata a casa per poi tornare un altra volta, ma fu tutto inutile.
Alla fine spazientita, la dottoressa mi fece bloccare dall' infermiera che mi tenne stretta per le spalle, mentre lei con la gamba ha fatto pressione sul mio petto in modo da impedire ogni movimento e con decisione strappò il dente incurante del mio dolore. Il grido che uscì dalla gola fu un urlo disumano che dovette sentirsi a una certa distanza. Con le lacrime agli occhi mi avviai verso l' uscita con la ferma intenzione di non tornare più in quell' ambulatorio.

"Avanti il prossimo" si sentì gridare dall' interno, ma nella sala d'attesa, non c' era più nessuno. Erano tutti spariti.
Guadagnai velocemente l' uscita ancora dolorante ed ero in strada quando ancora si poteva sentire il medico imprecare e bestemmiare contro di me che in pochi minuti avevo messo in fuga tutti i pazienti.

Per fortuna il paziente non ero io... ma mia moglie.

mercoledì 1 ottobre 2008

Perdere il Rosso

E' una storia realmente accaduta e la protagonista si chiama Jacquelin Gorman.
E' ferma con la sua auto al semaforo, all' improvviso non vede più il rosso e allora preme sull' acceleratore per partire, ma tutto intorno esplode una salva di clacson.
Frena un attimo prima di essere centrata da un auto proveniente da destra." E' rosso, cretina!" grida qualcuno da una decappotabile.
Più tardi dal medico comprende di avere qualche problema con i colori, in realtà ha perso il rosso. "Non ho mai pensato che fosse possibile perdere un colore solo" dice Jacquelin, "non sospettavo che si potesse perdere un intero settore dello spettro cromatico".
In realtà l' ingrossamento del nervo ottico ha determinato questa situazione.
Ripensando a questa esperienza , presentata qui in forma alquanto concisa, bisogna ammettere che la vita può essere piena di situazioni impreviste alle quali non siamo preparati. Siamo abituati a prendere per scontato tutto quello che abbiamo, non facciamo più caso a ciò che ci circonda e che fa parte della nostra esistenza e allora ecco la necessità di guardare il tutto con occhi diversi.
Svegliandoci al mattino guardiamo con l' occhio dell'apprezzamento, con sguardi riconoscenti, diamo valore a tutto quello che dà un senso alla nostra vita. Questo ci permetterà di dare valore alle cose che realmente hanno valore e lasciare poco spazio a tutte quelle piccole cose che dannegiano il gusto per la vita.
Quindi attenzione a non perdere il rosso!!!

lunedì 29 settembre 2008

l' Albero

Sulle pendici di Long' s Peak, nel Colorado, giacciono i resti di un albero gigantesco.
Era lì da oltre quattro secoli. Era un arboscello quando Colombo sbarcò a San Salvador e un albero alto come tutti gli altri quando i primi coloni si stabilirono a Plymouth. Nel corso della sua lunga esistenza fu colpito dal fulmine oltre una dozzina di volte, e le innumerevoli valanghe e tempeste di quattro secoli lo scrollarono. Sopravvisse a tutti i cataclismi.
Alla fine un esercito di insetti lo prese d' assalto e lo rase al suolo. Si aprirono una via attraverso la corteccia e gradatamente lo svuotarono, divorandolo a poco a poco con un lavoro incessante.
Un gigante della foresta che aveva resistito alle tempeste e al lento logorio dei secoli, capitolò di fronte a degli insetti così piccoli che un uomo avrebbe potuto schiacciarli tra il pollice e l'indice.
Ecco un esempio perfetto di come l' ansia può distruggere l' uomo. Nella vita si possono affrontare molte avversità, ma spesso si è impreparati a ciò che accade dentro di noi, l' ansia può divorare il piacere di un esistenza serena e allora bisogna difendersi affrontando una situazione per volta e distribuendo l' ansia di un anno in 365 parti. In questo modo ogni giorno ci sarà una piccola dose da affrontare, ma non sarà così pesante da schiacciare la nostra vita.

sabato 27 settembre 2008

Lacrime d' oro

Mentre tornavo a casa vidi sul ramo di un ulivo un piccolo uccello. Esso aveva nel becco alcuni vermi e questo significava che non molto lontano c' era il suo nido.
Quest' ultimo era infatti situato in una vicina siepe di more, e il canto degli uccellini era un invito irresistibile. Senza perdere tempo mi infilai, incurante delle pungenti spine, nella siepe e dopo pochi istanti trovai il nido con 3 meravigliosi piccoli. Li presi, tutto festoso e contento mi accinsi a proseguire il mio cammino verso casa. Non avevo fatto che pochi passi quando, all' improvviso, con mio grande stupore e anche con un pò di spavento, la madre degli uccellini mi passò rabbiosa a pochi palmi dal naso. Posatasi su un ulivo, questa cominciò a saltare da un ramo all' altro e a cinguettare come se fosse impazzita. Stùpito e incredulo, per qualche istante rimasi a fissare quel suo continuo agitarsi. Proprio non capivo cosa stesse, in quegli istanti, accadendo. A un certo punto, mentre stupito cercavo di capire, ebbi l' impressione che le sue "grida", che non erano mai cessate, somigliassero parecchio a un pianto. Allora mi fermai a riflettere. Dopo pochi istanti cominciai a comprendere ciò che stavo vivendo: di fronte avevo una madre che con disperazione e con tutte le sue forze tentava, desiderava, voleva riprendersi i figli che io le avevo appena rubato.
Colpito nel profondo del cuore da quell' inaspettato avvenimento, tornai sui miei passi e, con tanta attenzione e delicatezza, riposi gli uccellini nel loro nido.
Poi con gli occhi bagnati e un grosso peso nell' animo mi avviai con il passo pesante verso casa.
Le lacrime di quel giorno li conservo nel cuore, come gioielli di valore in uno scrigno prezioso, ecco perchè a quelle lacrime ho voluto assegnare il metallo più prezioso e così sono diventate lacrime d'oro.

venerdì 26 settembre 2008

l ' Elefante

Alcuni giorni fa, un elefante è scappato da un circo e si è scontrato con un pulman.
Come risultato di questo scontro ci sono stati due morti, l'elefante e il conducente del pulman.
Mi dispiace per entrambi, comunque osservando l'animale senza vita mi è venuta in mente una storiella indiana in cui sei ciechi andarono a vedere un elefante.
Il primo toccò il fianco dell' animale e disse:" Toh! Un elefante è fatto come un muro!"
Il secondo toccò una zanna e disse:" Un elefante è fatto come una lancia!"
Il terzo toccò la proboscide e disse : " Un elefante è fatto come un serpente!"
Il quarto allungò le mani, toccò un ginocchio e disse:" E' evidente che questo elefante è fatto come un albero!"
Il quinto toccò l'orecchio e disse:" Questo straordinario elefante è fatto come un ventaglio!"
Il sesto afferò la coda e disse:" Secondo me l'elefante è fatto come una fune!"
I sei ciechi discussero a lungo e con foga su com' era fatto l'elefante , ma nessuno ne fece una descrizione corretta. Le informazioni parziali che possedevano non permettevano loro di avere un quadro completo. In maniera simile oggi ci sono tanti problemi che fanno soffrire l' uomo, non si può fare una classifica delle diverse situazioni, sarebbe meglio capire che tutti i diversi aspetti fanno parte di un unico elefante e se questo sfugge di mano, le conseguenze possono essere dolorose, in quanto come nel fatto di cronaca è morto l' elefante, ma è anche morto l'uomo.

giovedì 25 settembre 2008

Un pò di sordità aiuta

Nel paese dei ranocchi, venne organizzata una gara di arrampicata.
Molti spettatori si radunarono sotto il palo da scalare, ma invece del tifo gridavano scetticismo. Non ce la farete mai! Siete troppo scivolosi!.
I concorrenti si davano per vinti, cadendo uno dopo l'altro. Solo un ranocchio testardo riuscì ad arrivare sulla cima.
Quando scese, tutti corsero a chiedergli come ci fosse riuscito, ma non ebbero risposta.
Si scoprì che le grida non l'avevano scoraggiato perchè era sordo.
Una piccola favola per capire che ogni tanto bisogna staccare la spina.
Viviamo infatti in un mondo pieno di ansie e ogni giorno della nostra vita è costellato da notizie scoraggianti, ormai siamo abituati a tutto e dalla mattina alla sera è un martellamento continuo.
Mentre non è bene essere indifferenti al dolore altrui, d' altra parte bisogna prendere coscienza della nostra vita e delle mille cose che ruotano intorno ad essa, quindi come disse il filosofo :"Riguardo alle cose umane non ridere, non piangere, non indignarti, ma cerca di capire".

mercoledì 24 settembre 2008

il Fenomeno della Fata Morgana

La fata Morgana mi fa tornare indietro nel tempo quando ancora bambino ascoltavo le favole degli adulti in cui la fata era una donna bellissima in grado di realizzare i desideri degli uomini.Il fenomeno invece a cui mi riferisco appartiene alla realtà e non alla leggenda in quanto durante l'inverno, al mattino presto dopo una pioggia abbondante le particelle d'acqua rimaste sospese nell'aria dopo la pioggia, creano come una gigantesca lente d'ingrandimento che fa apparire la costa siciliana come se fosse a poche centinaia di metri, mentre in realtà è situata a 3 km.
E' un fenomeno che si verifica soltanto sul litorale calabrese guardando la costa siciliana e mai viceversa.
E' un ricordo legato alla mia infanzia che mi permette di riflettere sul valore della vita in quanto ci sono obiettivi che a volte appaiono come in un miraggio alla portata di mano, mentre in realtà c'è sempre una distanza che ci separa e che bisogna percorrere.
Non riconoscere questa fondamentale verità può essere fonte di delusione, è quello che accadde al re barbaro che guardando nell'acqua vide i monti, le spiagge, le vie di campagna e le navi nel porto tutto a portata di mano, allora felice si gettò in acqua col suo cavallo convinto di poter raggiungere l'isola in poco tempo, ma l'incanto si ruppe ed egli morì miseramente. Ovviamente è una leggenda, ma riconferma il fatto che per ogni cosa c'è una distanza.