Le parole del poeta colpiscono il cuore e inducono alla riflessione, parole imparate sui banchi di scuola e mai dimenticate, perchè?
Il fatto è che il ruolo della mamma è un ruolo unico, che richiede un insieme di straordinarie qualità, da gestire in modo sapiente e con tanto amore.
Ci sono poi situazioni che vanno oltre la normalità, e richiedono un impegno e una dedizione che rappresentano una sfida per chiunque. Senz' altro nel corso della nostra vita, abbiamo letto o sentito di storie incredibili, in cui la mamma è protagonista ed esempio.
Conoscere però questi protagonisti ed entrare nel loro mondo è qualcosa di diverso.
Ho in mente Simona, che di recente ho conosciuto grazie a un amica che abbiamo in comune.
Simona è una giovane madre che gestisce una situazione non facile.
Ha due gemelli di 9 anni, uno dei quali affetto da SMA al primo stadio. La malattia è stata diagnosticata quando il bambino aveva pochi mesi e da allora vive con una realtà che richiede un assistenza continua.
Il piccolo comunica mediante un computer, attraverso il quale, è in grado usando la parte superiore dell' indice della mano destra, di azionare brevi messaggi registrati in precedenza dalla madre, che includono parole di saluto, richieste di aiuto, necessità, ma anche fatti accaduti in casa e fuori che coinvolgono anche il fratellino Raul che frequenta la quarta elementare.
La stanza in cui si trova Mirko è una stanza accogliente e piena di colori, riflette tutto l' amore e tutte le attenzioni della mamma. Simona è una persona gradevole, che conserva una freschezza che non passa inosservata, ma quello che più colpisce è la sua forza d' animo, il suo spirito, la sua dedizione il suo accettare una realtà così difficile, con una serenità veramente esemplare.
Davanti a questa situazione, mancano le parole e Simona merita tutto il nostro apprezzamento e il nostro affetto.
Mentre usciamo ci consegna un pacchetto, all' interno del quale troviamo un cd di un concerto con musiche che amiamo. Ancora una volta ci sorprende, ma pensandoci concludiamo che qui sta la sua forza. E' fondamentalmente non solo una mamma, ma anche una persona altruista, piena di calore e riesce a reggere una situazione che richiede un notevole grado di coraggio.
Il nostro augurio è che possa continuare nel tempo ad amare la vita e ad essere per i suoi figli una fonte di ristoro.
Simona è una giovane madre che gestisce una situazione non facile.
Ha due gemelli di 9 anni, uno dei quali affetto da SMA al primo stadio. La malattia è stata diagnosticata quando il bambino aveva pochi mesi e da allora vive con una realtà che richiede un assistenza continua.
La stanza in cui si trova Mirko è una stanza accogliente e piena di colori, riflette tutto l' amore e tutte le attenzioni della mamma. Simona è una persona gradevole, che conserva una freschezza che non passa inosservata, ma quello che più colpisce è la sua forza d' animo, il suo spirito, la sua dedizione il suo accettare una realtà così difficile, con una serenità veramente esemplare.
Davanti a questa situazione, mancano le parole e Simona merita tutto il nostro apprezzamento e il nostro affetto.
Mentre usciamo ci consegna un pacchetto, all' interno del quale troviamo un cd di un concerto con musiche che amiamo. Ancora una volta ci sorprende, ma pensandoci concludiamo che qui sta la sua forza. E' fondamentalmente non solo una mamma, ma anche una persona altruista, piena di calore e riesce a reggere una situazione che richiede un notevole grado di coraggio.
Il nostro augurio è che possa continuare nel tempo ad amare la vita e ad essere per i suoi figli una fonte di ristoro.
"Che siate di passaggio su questo blog oppure no, vorrei invitarvi a scrivere un piccolo commento per Simona, a cui va tutto il nostro appoggio"
A un seminario sui rapporti umani, l' oratore narrò di una corsia d' ospedale piena di bambini orfani. In una lunga fila di letti i bambini si ammalavano, e alcuni morivano, eccetto quello dell' ultimo letto. Lui stava bene. Il medico era perplesso. Tutti erano nutriti, lavati, tenuti al caldo: il trattamento era uguale per tutti. Eppure solo il bambino dell' ultimo letto cresceva bene.
Ecco un esempio, che mi riporta tra l'altro bambino, al tempo in cui spesso mia madre mi preparava lo zabaione. Secondo una tradizione, lo zabaione sarebbe stato inventato nel 500 dal capitano di ventura emiliano Giovanni Baglioni, che, in ossequio all' uso del tempo di tradurre in dialetto i nomi delle persone, era soprannominato Zvan Bajoun. Si narra che una volta, giunto vicino a Reggio e accampatosi con le sue truppe, mandò in giro alcuni emissari in cerca di vettovaglie. I vivandieri tornarono con un povero bottino, costituito soltanto di uova, zucchero, vino bianco ed erbe aromatiche. Il capitano fece allora fare una mescolaza delle cose raccolte e distribuì la crema così ottenuta ai soldati. Questi ne furono entusiasti, e le diedero il nome del suo involontario inventore, Zvan Bajoun, che con il tempo si modificò: dapprima divenne zambajoun e infine zabaione.
Mi piace pensare alle parole, conoscerle per avere un rapporto migliore e sceglierle come si fa con gli amici. Di recente, ho letto che la parola italiana
Pensate a James Joyce. Benchè il suo romanzo "Ulisse" riguardasse i fatti di una sola giornata, il 16 Giugno 1904, lo scrittore calcolò di aver impiegato 20 000 ore per scrivere quell' ampia opera ambientata nella città di Dublino. Questo tempo equivale a circa 2500 giornate lavorative normali o a 8 anni di lavoro per sei giorni alla settimana senza mai fare vacanze. 
Ma è una truffa: nessuno però, pur di non ammettere la propria stupidità e contraddire l' imperatore, osa dire di non vedere il vestito ( che non c' è ) : solo un bambino dice ad alta voce che il re è nudo, svelando l'inganno. Può dunque essere utile scrivere gli avvenimenti che ci riguardono, fatti salienti della nostra vita che hanno segnato la strada percorsa fino ad oggi. Personalmente ho un calendario, dove annoto di volta in volta fatti di una certa portata, cose che mi riguardono o avvenimenti che hanno influito sul genere umano , e periodicamente lo osservo per non dimenticare!!! 
L' unico sopravvissuto di un naufragio fu gettato sulla riva di una piccola isola disabitata.
Era accauto il peggio: perse ogni cosa! Stordito dal dolore e dall' ira gridò:" Dio come hai potuto farmi questo? ". Comunque la mattina presto del giorno dopo fu svegliato dalla sirena di una nave che si stava avvicinando all' isola...Erano venuti a salvarlo!!! Come avete fatto a sapere che ero qui?" chiese l' uomo, sfinito, ai soccoritori." Abbiamo visto i tuoi segnali di fumo", risposero.Certo è facile scoraggiarsi quando le cose vanno male; ma non dovremmo mai perderci d'animo perchè Dio interviene a nostro favore proprio quando siamo in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze. Qualcosa da ricordare la prossima volta che la vostra piccola capanna cade a terra in fiamme, può essere il giusto segnale di fumo che reca l'aiuto di Dio.
Un giorno l' amico ateo fece visita a Newton. Visto il modellino, lo fece funzionare, e con ammirazione esclamò:" Chi l'ha fatto?" Newton rispose: "Nessuno!" L'ateo replicò:" Pensi davvero che io sia uno stolto! Naturalmente qualcuno l'ha fatto, ed è un genio".



E' la storia di un pastore ,che innamorato di una donna stupenda, descrive in questo modo la sua esperienza :" Ecco la stessa stagione delle piogge è passata, lo stesso rovescio di pioggia è finito, se n' è andato. I fiori stessi sono apparsi nel paese, il medesimo tempo della potatura della vite è arrivato, e la voce della stessa tortora si è udita nel nostro paese. In quanto al fico, i suoi fichi primaticci hanno preso un colore maturo; e le viti sono in fiore, hanno dato la loro fragranza.Levati, vieni, o mia compagna, mia bella, e vieni via. Oh mia colomba, nei recessi della rupe, nel nascondiglio dell' erta, mostrami il tuo aspetto, fammi udire la tua voce, poichè la tua voce è piacevole e il tuo aspetto è avvenente.

Da sempre, da quando ho preso coscienza, ho amato i libri. Un eredità trasmessa credo da mia madre, che ai suoi giorni, acquistava dai venditori ambulanti, storie e romanzi che venivano pubblicati a puntate e che lei leggeva regolarmente, persino durante i periodi di allattamento e vista la famiglia numerosa ( Ha avuto undici figli), deduco che abbia letto molto.
Attraverso la biblioteca del paese riuscivo a soddisfare questo mio desiderio, ma la gioia che provai nel comprare il mio primo libro è difficile da descrivere. Il profumo della carta coinvolgeva i miei sensi in modo incredibile e mi conduceva verso altri mondi sconosciuti. Ma c' era un prezzo da pagare, i libri costavano 500 lire.! e la mia famiglia non aveva molte disponibilità, quante volte sono entrato nella libreria del paese,.......solo per guardare....solo per ammirare ,......la collana per ragazzi che la Fabbri Editore stampava in quel tempo.
Un vero disastro, non ha mai volato.
Un vecchio trucco che per un certo tempo ha funzionato. L'aquilone aveva perso quota e rischiava la disfatta, dovetti lavorare per fargli riprendere il suo posto nel cielo. Ora sono passati diversi anni e i miei aquiloni continuano a volare, anzi uno di essi ha viaggiato così tanto da raggiungere i Caraibi. Il posto è stupendo, ma occhio! Ci troviamo nel Triangolo delle Bermude dove i venti sono forti e l' imprevisto è sempre in agguato, tuttavia se guardiamo il mare possiamo anche scorgere delle spendide razze.... a forma d' aquilone.
Il vecchio le disse di andare a casa, di prendere una gallina e di tornare da lui, spiumando ben bene l'animale lungo la strada. Quando la donna fu di nuovo davanti a lui, il saggio le disse:"
La ragazza ,spiegando il suo gesto , disse a mia madre che non era la prima volta che la donna sparlava di lei e che questa era la punizione che si meritava.
Veniamo da una cittadina squallida, dove le persone sono pigre, impiccioni e tremendamente pettegole" Il vecchio si accigliò. "Non credo che questo posto vi piacerebbe", disse. "Qui la gente è proprio così. Morale della favola? Le persone sono più o meno uguali dappertutto. E il fatto che la loro compagnia piaccia o meno dipende in gran parte dal nostro modo di pensare, dalle nostre sensazioni e da come trattiamo gli altri. Perciò è meglio essere sempre positivi. Fintanto che si sta con le persone a cui si vuole bene davvero, in qualsiasi luogo ci si può sentire a casa propria.Ovviamente un trasloco comporta sempre delle difficoltà, infatti si accumulano tante di quelle cose che si prende coscienza di questo solo quando c' è da traslocare. Ricordo che da ragazzo ho fatto otto traslochi nell' arco di quattro anni e non è piacevole dover sempre spostare le proprie cose. Ricordo l' occasione in cui non riuscendo a trovare posto sul treno che da Reggio Calabria mi avrebbe portato a Milano, mi dovetti sistemare nel corrididoio, seduto sopra un cartone al cui interno c' era tra l' altro un contenitore di plastica con dell' olio. E' stata una notte non facile. Tra l'altro, quando giunsi a Milano, mi accorsi che il cartone si era impregnato d'olio e di conseguenza il tassista al quale mi rivolsi, non volendo sporcare la macchina, si procurò dei giornali per proteggere la vettura. Quando giunsi finalmente a casa di mio fratello che mi avrebbe ospitato per un certo tempo, tirai un sospiro di sollievo, nella consapevolezza che in qualsiasi situazione è meglio avere un attegiamento positivo. In una precedente occasione, sempre sulla linea Reggio Calabria-Milano rassicurato da un impiegato delle ferrovie che il treno si sarebbe fermato 30 minuti circa alla stazione di Firenze, sono sceso per comprare un ricordino di quella città che pur amando non avevo mai visto,ma quando sono ritornato , dopo circa quindici minuti il treno era già partito e......... ora avevo un problema da risolvere.
Un giorno il papà vide il figlio più piccolo intento a scavare un tronco.Gli chiese cosa stesse facendo, e il bambino rispose: " Preparo la tua ciotola per quando sarai vecchio".Questa era
In quel tempo nel borgo si raccontavò che il piccolo era stato lasciato da una DAMA che qualcuno aveva visto scendere da una carrozza e si pensò che questo era il nome migliore che si poteva assegnare. Nel tempo il piccolo crebbe e venne adottato, ma diversi anni dopo, un bel giorno si presentarono i veri genitori che in qualche modo erano riusciti a risalire all' indirizzo e reclamavano il figlio.
Quel giorno ad aspettare il dentista eravamo in diversi, almeno una trentina, ma ' fortunatamente ', dovendo fare un estrazione ero la prima della lista.


Li presi, tutto festoso e contento mi accinsi a proseguire il mio cammino verso casa. Non avevo fatto che pochi passi quando, all' improvviso, con mio grande stupore e anche con un pò di spavento, la madre degli uccellini mi passò rabbiosa a pochi palmi dal naso. Posatasi su un ulivo, questa cominciò a saltare da un ramo all' altro e a cinguettare come se fosse impazzita. Stùpito e incredulo, per qualche istante rimasi a fissare quel suo continuo agitarsi. Proprio non capivo cosa stesse, in quegli istanti, accadendo. A un certo punto, mentre stupito cercavo di capire, ebbi l' impressione che le sue "grida", che non erano mai cessate, somigliassero parecchio a un pianto. Allora mi fermai a riflettere. Dopo pochi istanti cominciai a comprendere ciò che stavo vivendo: di fronte avevo una madre che con disperazione e con tutte le sue forze tentava, desiderava, voleva riprendersi i figli che io le avevo appena rubato.
Il terzo toccò la proboscide e disse : " Un elefante è fatto come un serpente!"
Solo un ranocchio testardo riuscì ad arrivare sulla cima.
